Chi predica bene e razzola male. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle organizza un dibattito pubblico sul tema della libertà di informazione ma con i fatti la limita. Questa sera, infatti, durante l’incontro "Chi uccide il TG3-VdA? E chi ha distrutto l’informazione politica RAI in Valle d’Aosta?", in programma alle ore 20.30 all’Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta (alla presenza del Presidente della Commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico), non sarà consentito, spiegano i consiglieri regionali del M5S, scattare foto né realizzare immagini video e registrazioni di varia natura.
Perché? “Vogliamo che il pubblico si senta libero di partecipare al dibattito senza paure di essere filmato o registrato – sostengono i Consiglieri regionali Stefano Ferrero e Roberto Cognetta – E’ una misura che suona come una nota distorta, ma che è significativa del clima di condizionamento che noi come Consiglieri del M5S e la cittadinanza, in generale, stiamo vivendo. Ovviamente l’entrata è libera e i relatori saranno a disposizione dei giornalisti per le interviste e le foto prima e dopo l’evento.”
Se il M5S parla di clima di condizionamento, i giornalisti Rai denunciano un clima di intimidazione. “Consapevoli di aver sempre garantito il pluralismo dell’informazione – si legge in una nota dell’assemblea di redazione Rai – i giornalisti della Tgr Valle d’Aosta, rivendicano con forza la propria autonomia. Partiti politici, associazioni, movimenti, tutti hanno sempre trovato spazio all’interno del telegiornale regionale della Rai. Le critiche sono uno stimolo a far meglio e ad interrogarsi sugli errori, diversa cosa, però, sono gli attacchi e le pressioni di cui la redazione è stata oggetto negli ultimi mesi. L’assemblea di redazione ritiene queste ingerenze intollerabili e gravemente lesive della dignità e della libertà dell’esercizio della professione giornalistica. È un malinteso concetto di servizio pubblico quello di ritenere che un Tg Rai debba essere lo spazio che istituzioni, partiti, forze politiche, movimenti di ogni provenienza considerino di diritto come proprio. Al di fuori dei periodi elettorali, in cui la par condicio impone tempi e spazi strettamente contingentati alla presenza degli esponenti di tutte le forze politiche, i giornalisti sono vincolati dagli obblighi deontologici di obiettività e di rispetto del pluralismo, obblighi che però non limitano il diritto/dovere di compiere quelle scelte informative di cui si sostanzia la professione giornalistica, in quanto funzione di intermediazione tra i fatti e i cittadini”.
A fianco dei giornalisti Rai si schiera l’Associazione stampa valdostana. “Ribadendo l’impegno del sindacato unitario dei giornalisti valdostani a favore dell’indipendenza e dell’autonomia professionale – si legge in una nota – che deve essere sempre orientata alla garanzia del pluralismo dell’informazione, l’Asva vigilerà con attenzione affinché i toni e i contenuti del confronto sull’informazione locale si sviluppi con equilibrio e rispetto dei giornalisti e della loro professionalità.”
