Nasce “Alpe, Esprit jeune”: referenti Chérie Faval e Laurent Roulet

Saranno FAval e Roulet i referenti del movimento giovanile fino all'assemblea fondativa di settembre. Esprit jeune nasce per "dare una nuova visione, aperta e moderna, dell'autonomia valdostana, della partecipazione giovanile e dell'impegno pubblico".
Da sx Chérie Faval, Albert Chatrian, Laurent Roulet e Roberto Nicco
Politica

"Non è abituale assistere alla nascita di un movimento politico dopo le elezioni": Chérie Faval e Laurent Roulet, presentano il movimento giovanile di ALPE, Esprit jeune, in un torrido pomeriggio di venerdì 9 luglio. "Di solito la nascita avviene prima dell'appuntamento elettorale – proseguono i due referenti, accidentalmente "figli di" due esponenti di spicco del movimento "padre", che fino all'assemblea fondativa di settembre traghetteranno il movimento – e c'è una proliferazione di movimenti a seconda del vento politico che tira". Esprit jeune nasce per "dare una nuova visione, aperta e moderna, dell'autonomia valdostana, della partecipazione giovanile e dell'impegno pubblico".

Per presentarsi, il neonato movimento giovanile, che dopo l'estate si darà una fisionomia definitiva, ha organizzato un incontro-dibattito dal titolo "Federalismo fiscale: siamo pronti per la partita?", invitando il deputato Roberto Nicco e il consigliere regionale Albert Chatrian: "E' una nota positiva – ha esordito Nicco – che in un pomeriggio di luglio un gruppo di giovani che vogliono impegnarsi in politica si riunisca per discutere di un tema così complesso".

Ribadendo la sua convinzione nel voto di astensione sul disegno di legge per il federalismo fiscale, Nicco ha citato le opere di Joseph-Marie Trèves e Emile Chanoux per sottolineare "l'errore di voler partire dal federalismo fiscale per l'attuazione delle riforme dello Stato: il federalismo è un patto tra cittadini, una questione politica, e deve partire da un nuovo assetto istituzionale, con un Senato federale e nuovi rapporti di forza con le Regioni, prima di arrivare agli aspetti finanziari e demaniali".

"Spesso dimentichiamo – prosegue Nicco – che lo Statuto di autonomia traccia gli equilibri tra Stato e Regione, e prevede che sia approvata una norma di attuazione, concertata e condivisa, per modificare i regimi attuali. La preoccupazione di tutti i valdostani non devono essere i tagli, ma la possibilità di decidere assieme con lo Stato il regime finanziario della nostra Regione". Secondo il deputato dell'Alleanza autonomista progressista il governo, con i ripetuti interventi dei ministri Calderoli e Tremonti, ha dimenticato questa prerogativa che "nessuno potrà negare alla Valle d'Aosta. Le recenti elezioni comunali ci hanno proposto uno scambio economico tra Aosta e Roma che non ha ragione di esistere".

Chatrian si è invece soffermato sul rapporto tra Regione e Comuni, aspetto non secondario sia della manovra di Tremonti, in via di approvazione, sia della riforma federale: "Il modello Valle d'Aosta – sostiene il consigliere regionale di ALPE – ha visto un aumento quasi esponenziale della spesa da parte dei Comuni negli ultimi quindici anni. La giunta Rollandin, al momento del suo insediamento, ha parlato di de-burocratizzazione e di riorganizzazione del sistema regionale, ma ha finora attuato un impianto dell'amministrazione pubblica sbagliato e costoso".

Secondo Chatrian, "la creazione di agenzie e società controllate svuotano il ruolo della Regione, del Consiglio regionale e della stessa maggioranza, chiamati ad esprimersi sempre meno su questioni cruciali per lo sviluppo regionale, e aumentando i costi di gestione della macchina pubblica locale". Chatrian evidenzia infine la "tendenza a non affrontare il problema dei tagli ripensando il modello regionale, ma aumentando il volume di un'amministrazione già elefantesca e burocratica".

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