Politica

Ultima modifica: 2 Febbraio 2019 9:41

‘Ndrangheta Vda, il Presidente della Regione: “Non abbiamo ancora avuto l’ordinanza”

Aosta - Con il ricevimento dell'ordinanza può partire l'iter per la sospensione per la "Severino" dei tre amministratori arrestati. Più complesso l'iter per arrivare allo scioglimento per mafia.

Antonio Fosson - Nuova Giunta regionaleAntonio Fosson - Nuova Giunta regionale

La Regione è ancora in attesa di ricevere dal Tribunale di Torino l’ordinanza sull’operazione Geenna. A dirlo questa mattina durante la conferenza stampa di Giunta è stato il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ritornando sulle procedure di sospensione previste dalla “Severino” per i tre amministratori arrestati lo scorso 23 gennaio.

“L’avvocato incaricato dalla Regione si è rivolto al Tribunale di Torino, ma non è ancora stata predisposta alcuna ordinanza: fino a quando non ci sarà un’ordinanza noi non possiamo procedere alla sospensione di nessuno”.

Una volta ricevuta l’ordinanza, il Presidente in qualità di Prefetto dovrà darne comunicazione al Presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte al quale spetta l’adozione del provvedimento che accerta la sospensione. Il provvedimento dovrà poi essere notificato dal prefetto al Consiglio regionale per l’adozione dei conseguenti adempimenti di legge.

Ancora più complessa la procedura per arrivare invece allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei consigli comunali di Aosta e Saint-Pierre. In questo caso la normativa prevede che lo scioglimento sia disposto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. A questa si arriva solo dopo che una commissione d’inchiesta, nominata dal Prefetto, abbia accertato – ha tempo tre mesi –  la sussistenza delle condizioni per lo scioglimento. Nei successivi 45 giorni il Prefetto deve inviare la relazione al Ministro dell’Interno, che ha a sua volta altri tre mesi di tempo per proporre lo scioglimento.

Fosson ha poi confermato le parole pronunciate soltanto due giorni fa dal Ministro Matteo Salvini: “Abbiamo stabilito un raccordo con il Ministero degli interni che sa che l’ordinanza non ci è ancora pervenuta, noi siamo in attesa e pronti a metterci in movimento”.

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