Prove tecniche di confronto all’interno della sinistra autonomista valdostana

Venerdì 1 ottobre i partiti e i movimenti che gravitano attorno all’area progressista e autonomista sono invitati a un dibattito pubblico all’Espace Populaire. L’appello proviene dalla Federazione della sinistra valdostana.
Francesco Lucat
Politica

Le vacanze sono finite, è cominciato l’autunno, e si torna a fantasticare di una possibile unione della sinistra valdostana, lontano da scadenze elettorali troppo pressanti. Per ora siamo allo stadio della proposta, anzi, dell’appello. Tocca alla Federazione della sinistra fare la prima mossa, tendendo la mano ad amici e amici degli amici, ovvero a PD, Alpe, associazione Loris Fortuna, Italia dei Valori, Sinistra per la Città e Associazione Libero Pensiero (Alp), ma anche ai sindacati, e in generale a chiunque condivida l’esigenza di riformare la sinistra valdostana.

L’appuntamento è  per venerdì 1 ottobre alle 17,30 al’Espace Populaire. “Dobbiamo ricostruire una cultura alternativa per arrestare il generale imbarbarimento della vita democratica” sintetizza Francesco Lucat, segretario regionale di Rifondazione comunista. “Va fatto anche, naturalmente, in prospettiva di uno sbocco elettorale”. Scorrendo la lista degli interlocutori, colpisce la presenza dell’Alp, l’associazione “grillina” che ultimamente sta dando filo da torcere alla maggioranza.

I rapporti con la sinistra dei partiti tradizionali non è mai stato idilliaco, ma sembra dire Lucat, è tempo di guardare oltre le piccole divergenze e costruire un’alternativa solida per fare fronte alla deriva politica e istituzionale segnalata a sinistra. Lo stesso discorso vale per Italia dei Valori e PD, con cui on sono mancati gli screzi, ma sempre, sottolinea il segretario di RC, nell’ottica di uno scambio franco e leale. Quali sono le priorità? Secondo Lucat, in primis viene la tutela del lavoro. “La ricetta per uscire dalla crisi, secondo l’industria e il patronato, è la precarizzazione sistematica dell’occupazione. Rifiutiamo questo modello, in quanto proprio il lavoro è la colonna portante della democrazia italiana, e la storia della Repubblica lo dimostra. A questo proposito, appoggiamo senza riserve lo sciopero della Fiom del 16 ottobre”. La palla è ora nel campo delle altre forze dell’area progressista e autonomista. “Dobbiamo incontrarci, metterci attorno a un tavolo e discutere di contenuti, e non di schieramenti politici”.

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