Politica di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 19:22

Quattromila valdostani in piazza per Beppe Grillo

Aosta - “Vi do una brutta notizia - ha detto Grillo - siete il popolo più indebitato d'Italia con un debito procapite di 5.764 euro a persona'. 'Sta finendo la pacchia. Il benessere della Valle d'Aosta comincia a decrescere', ha aggiunto.

Beppe Grillo chiama, i valdostani rispondono. Nonostante le temperature vicino allo zero, in quasi quattro mila questa sera hanno deciso di lasciare il divano per andare in piazza Chanoux ad ascoltare il fondatore del Movimento 5 Stelle, approdato in Valle per chiudere la campagna referendaria e sostenere il comitato di associazioni che si oppongono alla costruzione di un pirogassificatore. Tra il pubblico anche Ego Perron, presidente dell’Uv e Manuela Zublena, Assessore all’ambiente.

Beppe Grillo parte subito all’attacco ‘Questa è una valle meravigliosa che potrebbe vivere di turismo. Siete 120mila, come un condominio di Milano e volete costruire un pirogassificatore?” “Vi do una brutta notizia – ha ripreso Grillo – siete il popolo più indebitato d’Italia con un debito procapite di 5.764 euro a persona‘. ‘Sta finendo la pacchia. Il benessere della Valle d’Aosta comincia a decrescere’, ha aggiunto. Mischia riflessioni e battute nel consueto stile: "Sono andato in Sicilia a nuoto, volevo venire qui con lo Skilift.

E poi si scaglia contro la scelta di costruire un pirogassificatore: “Fate una differenziata fatta bene perché bruciare i rifiuti nel 2012 è da Medio Evo, nel 2020 l’Unione europea non farà più bruciare nulla”. E poi “i rifiuti sono una risorsa, si possono vendere”. Grillo dal palco se la prende anche con le dimensioni previste dall’impianto: 70 mila tonnellate contro una produzione di rifiuti che è ora di 40mila.“E’ chiaro che lo faranno per bruciare poi l’immondizia anche delle altre regioni, tra cui la mia”.

Il comico genovese non risparmia battute alle forze di maggioranza e in particolare al Presidente Rollandin definito il “dahu della Valle d’Aosta”. Le accuse? Non aver voluto un confronto tecnico-scientifico sulle alternative al piro e la richiesta fatta ai valdostani di disertare le urne. “Qui si trattava di fare una comparazione tra il Politecnico di Torino e questi principianti che vanno casa per casa a dire di non votare il referendum che, secondo me, è un reato”. E poi lancia subito la proposta. “Quando li avremo mandati a casa, introdurremo in tutta Italia il referendum propositivo come da voi, ma senza il quorum”.

Le intenzioni del Movimento 5 Stelle sono chiare: "dobbiamo resettare, possiamo mettere cittadini incensurati al posto di queste persone, ma prima facciamo loro una verifica fiscale". Tocca i nervi più scoperti e raccoglie gli applausi del pubblico quando parla di compensi ai consiglieri da ridurre all’80%, di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti "perché noi siamo la prova vivente che la politica può essere fatta gratuitamente", di accorpamento dei comuni e abolizione delle provincie.

Dopo il ciclone Grillo cede il microfono ai protagonisti locali della campagna referendaria, con lui sul palco. Fabrizio Roscio, presidente di Vallevirtuosa, lancia così  l’iultimo invito ad andare a votare domenica 18 novembre. "Possiamo farcela, andare a votare è un modo per tutelare la nostra salute e quella di chi verrà dopo di noi". Poi interviente Stefano Ferrero portavoce valdostano del Movimento 5 stelle "In ballo c’è la difesa della dignità dei valdostani, valdostani svegliatevi" ha urlato dal palco.
 

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