Politica di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 11 Settembre 2020 13:24

Referendum, il Comitato per il No attacca la politica: “Un silenzio assordante”

Aosta - "La sovrapposizione della data per le elezioni regionali e comunali a quella del referendum sul taglio del parlamento sta soffocando il dibattito su quest’ultima questione”, scrive il Comitato in un nota.

Tabellone - Parlamento

Un silenzio assordante” sul referendum costituzionale.

È quanto denuncia il Comitato per il No, in una nota firmata da Francesco Lucat, nella quale si legge: “Come era stato ampiamente previsto e denunciato, già dal marzo scorso, la sovrapposizione della data per le elezioni regionali e comunali a quella del referendum sul taglio del parlamento, sta soffocando il dibattito su quest’ultima questione”.

“Informare il popolo sovrano delle conseguenze che il taglio del parlamento porta con sé, dimostrare, con la forza dei numeri, quali saranno le gravi alterazioni degli equilibri costituzionali determinate dall’ improvvida manomissione perpetrata dagli apprendisti stregoni di Beppe Grillo è praticamente impossibile. Tutta l’attenzione è concentrata sulle elezioni comunali e regionali”, lamenta il Comitato.

Il problema è sostanziale, come spiega Lucat: “Subordinare una consultazione popolare di carattere straordinario, relativa all’ ordinamento democratico del nostro paese, a consultazioni elettorali che hanno un carattere del tutto ordinario, costituisce un vero sfregio alla Costituzione” ma anche “a quel ‘patto di amicizia e fraternità per tutto il popolo italiano’ che l’Assemblea Costituente volle affidato al popolo stesso, perché se ne facesse ‘custode severo e disciplinato realizzatore’ come scrisse il presidente dell’ assemblea stessa, Umberto Terracini”.

“Da troppi anni assistiamo a tentativi di stravolgere la Costituzione – prosegue la nota –. Non ci stupisce che questi tentativi vengano da forze politiche che guardano con simpatia alle ‘democrazie’ illiberali di Ungheria e Polonia o da chi ha definito “cattocomunista” la Costituzione, o da chi vorrebbe stravolgere la democrazia parlamentare. Nemmeno stupisce che se ne faccia promotrice una forza che ricalca le orme de L’Uomo Qualunque. Ma che ad un tentativo di questo genere si accodi un partito che, in qualche modo, vorrebbe accreditarsi connesso all’ eredità culturale e politica di Umberto Terracini, va al di là dell’immaginabile e del sopportabile”.

Poi l’appello: “Il popolo italiano è stato capace, finora, di dire no, forte e chiaro a chi voleva lo stravolgimento della Costituzione.  Confidiamo che anche questa volta saprà seguire l’indicazione di Umberto Terracini dimostrandosi ‘Custode severo e disciplinato realizzatore’ dei valori profondi alla base del patto Costituzionale Continueremo ad impegnarci in questo senso”.

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