La Valle d’Aosta ha da ieri quattro nuovi Cavalieri della Repubblica. La consegna delle onorificenze a Filippo Grisanti, Oronzo Russo, Samuele Sighinolfi e Massimo Verduci è avvenuta ieri pomeriggio nel salone delle manifestazioni di Palazzo regionale.
Durante la cerimonia il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha puntato i riflettori sulla recente riforma costituzionale.
"La crisi economica e il rigore delle regole imposte dall’Unione europea, oltre a determinare una forte contrazione della capacità di spesa pubblica, che ha colpito duramente i bilanci anche delle Regioni e degli Enti locali, ha indotto a ritenere, in maniera non sempre condivisa, che un riallineamento di poteri e di competenze in capo allo Stato possa essere la soluzione per superare le difficoltà, per ottimizzare le risorse e uscire dall’impasse" ha ricordato il Presidente. "Così, se da un lato la spinta motrice della riforma costituzionale è rappresentata, principalmente, dall’esigenza di creare una Camera delle Autonomie, il disegno di legge costituzionale per la riforma della parte seconda della Costituzione genera preoccupazioni proprio nelle stesse autonomie, a causa di un’architettura che contempla la primazia della Camera dei Deputati rispetto ad un Senato che non sembra così incisivo riguardo alle scelte che impattano sui territori".
"Pensare di utilizzare regole e strumenti uniformi per tutto il territorio significa aprire la strada a potenziali criticità e tensioni" ha sottolineato Rollandin. "La specialità non può essere banalizzata. Anzi, la riforma deve essere l’occasione per rinsaldarne le radici storico-culturali e per valorizzarla, traendo spunti e contributi dalle sue esperienze positive. Come Valle d’Aosta pensiamo che la Costituzione repubblicana si può e si deve cambiare, senza però che si perda di vista, nel quadro delle riforme in atto, lo spirito originario di partecipazione e di democrazia da cui l’Assemblea costituente è stata ispirata, sapientemente tradotto nei principi fondamentali e nell’architettura della nostra Repubblica".
Secondo il Presidente "il lavoro e il rilancio dell’economia sono le assolute priorità, perché un equilibrato benessere fa da argine alla violenza, al razzismo, all’esclusione, trovando in esse più facilmente spazio la dignità delle persone, la democrazia, la capacità di dialogare e di sostenere i più bisognosi. Per questo, dobbiamo ritrovare e riannodare quei fili di libertà che hanno costituito la trama della Lotta di Liberazione e del lavoro dell’Assemblea Costituente".


