Vda Vive-Renouveau e Pd hanno presentato questa mattina in Consiglio regionale una risoluzione che impegna “
il Presidente della Regione, anche nella sia veste di prefetto, ad operare affinché la giusta cooperazione dei cittadini alle funzioni di tutela dell’ordine e della sicurezza non prenda la forma dell'istituzionalizzazione di iniziative private operanti a tale scopo sul territorio regionale". La risoluzione è stata rinviata per ulteriori approfondimenti all'esame della I Commissione consiliare "Istituzioni ed autonomia", con 23 voti favorevoli e 8 astenuti (VdA Vive/Renouveau e Partito Democratico). Il documento prende spunto dal decreto-legge “
Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori”, approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 febbraio e che contiene, tra le diverse misure di prevenzione, la possibilità che i sindaci, d’intesa con i prefetti, si avvalgano di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini non armati utili a “
segnalare casi di disagio sociale che possano recare pregiudizio alla sciurezza”. In riferimento è quello alle cosiddette “ronde”.
Il documento presentato in Consiglio invita dunque i sindaci valdostani “a non avvalersi di tali forme di collaborazione" nello svolgimento delle loro funzioni. I firmatari giudicano, tra l’altro, "oggettivamente pericoloso che tali organizzazioni possano sorgere e svilupparsi in relazione a finalità di ordine pubblico" ed evidenziano come in Valle d’Aosta sia già presente “un forte e radicato tessuto di organizzazioni di volontariato chiaramente orientate verso la solidarietà, l'attenzione alla comunità, il presidio e la tutela del territorio, organismi ben inseriti in un'efficiente struttura di protezione civile".
Vda Vive-Renouveau e Pd evidenziano, infine, che "in Valle d'Aosta le relazioni finora presentate dalle forze dell'ordine e le comunicazioni del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica confermano una condizione che non presenta situazioni di emergenza nell'ambito dell'ordine pubblico e che non hanno caratteri assimilabili a quelli di altre realtà".