Sandri polemizza contro la delibera della Giunta per l’estinzione del debito di Rollandin

Il consigliere del PD 'boccia' la delibera di Giunta che accoglie la proposta di Rollandin per l'estinzione del debito con la Regione, a seguito dei danni causati per la concessione di contributi non dovuti a società di autotrasporto pubblico su gomma.
Augusto Rollandin
Politica
In una lettera inviata al presidente della Regione Luciano Caveri, agli assessori regionali, ad Augusto Rollandin e al direttore della Direzione del contenzioso civile della Presidenza della Regione, il consigliere regionale del PD Giovanni Sandri evidenzia che la delibera adottata questa mattina dalla Giunta regionale, relativa all’estinzione del debito che l’ex senatore Rollandin aveva con la Regione a seguito dei danni causati per la concessione di contributi non dovuti a società di autotrasporto pubblico su gomma, non può essere adottata dalla Giunta stessa.
La Giunta regionale ha, infatti, accolto nella giornata di oggi la proposta di Rollandin per l'estinzione del debito di 480mila euro in esecuzione della sentenza di condanna depositata il 26 novembre scorso. La proposta accettata prevede che l’ex senatore versi quattro rate di circa 111.000 euro, la prima delle quali entro il 25 gennaio e l'ultima entro il 15 maggio.
Il consigliere regionale del PD, Giovanni Sandri nel ritenere che la delibera non possa essere adottata dalla Giunta regionale e che “la questione debba essere innanzitutto posta all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale in quanto direttivo dell’Istituto dell’assegno vitalizio” nelle motivazioni evindenzia che “l’ex consigliere Augusto Rollandin già percepisce l’assegno vitalizio e pertanto non è possibile modificare tale scelta nella liquidazione della sua capitalizzazione in tutto o in parte; che comunque in tale materia si dovrebbe esprimere il Direttivo dell’Istituto, che non è stato informato né ha deliberato in materia; che il trasferimento dei fondi necessari all’attuazione della legge 28 del 1999 non è stato completato e pertanto non è possibile utilizzare somme non completamente coperte nel bilancio dell’Istituto dell’assegno vitalizio”.
Infine, come quarto punto Sandri sottolinea che “l’eventuale accettazione della proposta dell’ex consigliere in menzione non può che passare attraverso la liquidazione del capitale al suddetto ed il successivo pagamento dell’interessato all’amministrazione regionale del debito residuo, salvo incorrere in una evasione fiscale rilevante ai fini regionali per la quota del riparto fiscale”.

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