Si avvia al termine il balletto di consultazioni con la base Uv. A breve l’accordo con il PdL?

Sarà infatti l’auditorium delle scuole medie del Villair di Quart a concludere il ciclo di quattro incontri per aprire il dibattito interno al mouvement fra gli iscritti e i vertici con il presidente Perron e il presidente della Regione Rollandin.
Ego Perron
Politica

Il giro d’orizzonte per misurare la temperatura della base unionista sull’ipotesi di allargamento della maggioranza regionale al Popolo della Libertà si conclude questa sera. Sarà infatti l’auditorium delle scuole medie del Villair di Quart a concludere il ciclo di quattro incontri per aprire il dibattito interno al mouvement fra gli iscritti e i vertici con il presidente Ego Perron e il presidente della Regione Augusto Rollandin in testa.

Questa sera, lunedì 7 febbraio, è la volta delle sezioni del capoluogo regionale e di quelle delle Comunità montane Grand Combin e Mont Emilius. Il balletto delle consultazioni sul territorio si è aperto con l’incontro di Arvier. Doveva essere l’incontro più aspro, ma così non è stato. “L’incontro in alta Valle lo facciamo subito, così via il dente via il dolore” aveva lasciato intendere nei giorni scorsi lo stesso Perron. Tutto, però, si è risolto con pochi interventi.

Dove, invece, pare che lo scontro sia stato molto acceso è a Chatillon dove, il 3 febbraio scorso, si sono riuniti i direttivi delle sezioni delle Comunità montane Monte Cervino ed Evançon. E qui sembra che ci sia stato un vero e proprio “Caveri’s show”. L’ex presidente della Regione, infatti, si sarebbe espresso senza mezzi termini contro l’allenza con il centro destra. Una posizione che Luciano Caveri esprime anche sul proprio blog in Internet: “Il Presidente Augusto Rollandin, nella premessa e nelle conclusioni, ha invece spiegato i vantaggi passati e futuri che deriverebbero alla Valle stando con il PdL, senza convincermi.
Colpisce semmai, ma l’ho già visto in certe fasi della vita unionista del passato, che i molti presenti siano stati in sostanza silenti (tranne due scontati interventi pro e una richiesta di chiarimenti su altro tema di un giovane), applaudendo tutti direi in eguale misura. In certi casi, tuttavia, se la politica fosse davvero partecipazione e non ci fosse chissà quale timore di “esporsi”, il silenzio non è d’oro”.

Da domani toccherà ai vertici di Avenue des Maquisards tirare le fila di questo confronto con la base per decidere se, come e quando ufficializzare il matrimonio con il Pdl. Un esito che pare, ormai, scontato.

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