Uv, il Conseil Fédéral non sceglie. Si allontana la risoluzione della crisi

Dopo oltre tre ore di discussione, un Conseil Fédéral Uv spaccato consegna alla commissione politica (una decina gli astenuti) il mandato di continuare a trattare con tutti, senza alcuna preclusione, per ritornare poi davanti al Parlamentino unionista con delle proposte.
Immagine di archivio - Conseil Fédéral
Politica

Si allungano i tempi di risoluzione della crisi politica in piazza Deffeyes. Dopo oltre tre ore di discussione, un Conseil Fédéral Uv spaccato sceglie di non scegliere, consegnando alla commissione politica (una decina gli astenuti) il mandato di continuare a trattare con tutti, senza alcuna preclusione, per ritornare poi davanti al “Parlamentino unionista” con delle proposte.

Ad aprire la riunione la presidente Uv che ha ribadito la volontà di condivisione della decisione sul futuro del governo regionale con la base. Cristina Machet ha poi ricostruito gli ultimi travagliati setti anni in piazza Deffeyes, per arrivare all’ultimo divorzio in casa Stella Alpina con l’uscita di Pierluigi Marquis dalla maggioranza. 

Impossibile secondo Machet, ma anche secondo il Presidente della Regione Erik Lavevaz, sopravvivere con i 18 consiglieri rimasti. Serve invece per affrontare questo difficile momento una maggioranza stabile e solida, che può nascere solo dall’accordo politico fra movimenti e non con singole persone.

Le opzioni messe di fronte al parlamentino: l’alleanza con la Lega oppure l’allargamento dell’attuale maggioranza a Pour l’Autonomie e/o Forza Italia. Su quest’ultima opzione le perplessità sono state sollevate subito dal Presidente della Regione e dalla Presidente Uv che hanno evocato i possibili veti che potrebbero arrivare dai singoli consiglieri. L’eventuale accordo con Forza Italia non sembra piacere neppure al parlamentino unionista.

La spaccatura che si consuma nel Conseil è fra le altre due ipotesi in campo.
Diverse le perplessità sul Carroccio.
 Alcuni hanno messo in guardia sul possibile rischio, andando a destra, di allontanarsi dall’elettorato unionista, altri, come Laurent Dunoyer, capogruppo Uv in Consiglio comunale ad Aosta, hanno posto il problema dell’attuale alleanza in piazza Chanoux e delle alleanze alle prossime elezioni politiche. I favorevoli alla Lega riconoscono al gruppo guidato da Andrea Manfrin un cambio di atteggiamento e vedono nell’accordo una maggiore stabilità e governabilità. Fra le voci fortemente contrarie quella dell’ex sindaco di Aosta Guido Grimod, che ha ricordato “il mai con la Lega” pronunciato nell’ultimo Congresso Uv. Un “No” all’alleanza con Pour l’Autonomie è arrivato invece dal capogruppo Uv Aurelio Marguerettaz, che nel sostenere l'”opzione Lega” ha chiesto di non confondere gli elettori del Carroccio con Salvini. 

Una risposta

  1. Che visione hanno per il presente e futuro dei valdostani questi partiti? Molti di noi non lo hanno capito.

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