UV, mentre il Comité Fédéral cerca di ricucire lo strappo, Laurent Viérin attacca Emily Rini

“Non accetto lezioni di coerenza da chi fino alla vigilia delle scorse elezioni regionali era responsabile del “Foyer Valdôtain” di Fédération autonomiste e oggi si erge a paladino degli ideali del nostro Mouvement”, scrive in una lettera a Perron.
Laurent Viérin, assessore regionale all'Istruzione e Cultura
Politica

Il primo tentativo, almeno per il momento, sembra essere andato a vuoto. Se il Comité fédéral dell’Union Valdôtaine, convocato in seduta straordinaria nel tardo pomeriggio, doveva servire a smorzare i toni e a “riaffermare la volontà di portare avanti un dialogo sereno e costruttivo all’interno del Movimento” dopo le polemiche post referendarie, come si legge in un documento redatto questa sera al termine della riunione, un riavvicinamento sembra ancora molto lontano.

“Ho preso l’impegno a condurre tutte le azioni necessarie affinché ci siano possibilità di confronto e di dialogo  – dichiara il Presidente del movimento, Ego Perron – al fine di trovare tutti insieme le condizioni per affrontare i prossimi difficili mesi. Ho ricevuto il mandato di raccogliere le sensibilità di tutti. Voglio continuare a svolgere la funzione di collante nell’Union valdôtaine”.

Un compito arduo, a giudicare dalla lettera infuocata inviata allo stesso Perron, nel pomeriggio, dall’assessore dimissionario Laurent Viérin. “Non parteciperò alla riunione – annunciava Viérin – non per sottrarmi al dialogo, che ritengo sempre fondamentale, ma perché reputo che l’ampio dibattito di lunedì abbia chiaramente fatto emergere tutti gli elementi, chiari e concreti, e le diverse posizioni, che hanno poi portato alla mia decisione di rassegnare le dimissioni, essendo stato, assieme ad altri, messo sotto accusa per i miei comportamenti non coerenti, in contrasto con la linea del movimento, irrispettosi delle regole”.

Poi, dopo aver ripreso proprio quegli elementi di contrasto già evidenziati presentando le dimissioni, Viérin se l’è presa con il Presidente del Consiglio, Emily Rini, che nei giorni scorsi lo aveva accusato di aver “deformato il confronto liquidandolo come un processo di caccia alle streghe. Per dialogare bisogna essere in due. Io di dialoghi ne ho visti pochi, di monologhi sui giornali tanti".

Non accetto lezioni di coerenza da chi – attacca Viérin – fino alla vigilia delle scorse elezioni regionali, non solo era militante, ma responsabile di “Foyer Valdôtain” di Fédération autonomiste, e che oggi si erge a paladino dei valori e degli ideali del nostro Mouvement”.

L’ormai ex assessore all’Istruzione e Cultura, che nella lettera ha parlato di "dimissioni irrevocabili" ha spostato poi il bersaglio: “In merito alla nota vicenda delle dimissioni di Elso Gérandin vorrei chiedere se il comportamento dei sindaci unionisti, risultati assenti e alla base della mancanza del numero legale in seno al CdA del CPEL sia stato rispettoso delle regole e dei principi del Mouvement; sindaci non convocati per il confronto, di cui nulla si è detto nella riunione di lunedì”.

Viérin ha concluso proponendo una riflessione su come “l’U.V. non è mai stata, dal 2006 ad oggi, a seguito dell’altra clamorosa sconfitta elettorale, in occasione delle elezioni Politiche, così lontana dalla sua comunità”, e sull’esigenza di “tornare a parlare alla gente, di saper nuovamente ascoltare, con umiltà, le istanze dei valdostani e di ritrovare soprattutto i valori di libertà, di dialogo, di democrazia e di apertura, che il nostro movimento sembra aver perduto, ritornando ad essere quella grande famiglia, di cui si favoleggia, ma che nei fatti non si vuole fare esistere realmente, dove la libertà di espressione costituiva uno dei valori fondanti”.

 

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