VdA Vive contesta il nuovo disciplinare e definisce ‘opinabili’ alcuni criteri

Per Paolo Louvin la scelta della Giunta regionale di far slittare i termini di entrata in vigore delle nuove norme al 1 lulgio è legata alla volontà di rinviare la soluzione del problema, demandandolo alla futura amministrazione regionale.
Fiera St. Orso 2006
Politica
Rispetto al disciplinare sulle nuove norme relative all’artigianato di tradizione valdostano scende in campo, dopo le polemiche dei giorni scorsi, anche il movimento politico VdA Vive. Polemica a cui, nella conferenza stampa per la presentazione della Fiera di Sant’orso 2008, aveva dato risposte precise e nuove delucidazioni, Paola Ippolito, direttore delle Attività promozionali dell’assessorato regionale alle Attività produttive.
VdA vive prende la parola in merito all’intenzione dell’Amministrazione regionale di far slittare al 1° luglio prossimo i termini di entrata in vigore delle norme sull’artigianato tipico di tradizione “La scelta operata dall’Assessore La Torre e dalla Giunta regionale – si legge in una nota – di far slittare i termini di entrata in vigore delle nuove norme, pur con l’apertura a nuove concertazioni con gli artigiani, è legata alla volontà chiaramente leggibile tra le righe del provvedimento di rinviare la soluzione del problema, demandando alla futura amministrazione regionale i problemi che non sono in grado di risolvere per disinteresse o incapacità”.

L’unico interesse dell’amministrazione regionale e dell’Assessore La Torre – si legge ancora – è quello di trascorre una Fiera di Sant’Orso senza polemiche e contestazioni: il futuro degli artigiani ed il malessere dell’artigianato di tradizione rimangono un problema che pare non toccarli. VdA Vive chiede un impegno personale dell’Assessore competente a risolvere prima della Fiera di Sant’Orso le problematiche sollevate dagli artigiani, perché loro della tradizione conoscono anche i proverbi e tra questi uno dice “Passata la festa, gabbato lu santo”.

Il movimento prende posizione anche rispetto ad alcune determinazioni contenute nella delibera considerandole “gravemente lesive dell’interesse degli artigiani operanti nel solco della tradizione” facendo riferimento in particolare quanto all’utilizzo di cromatismi su sculture (limitate dalle norme a quelle di carattere religioso ed a singoli pezzi a rappresentazione di animali). Criteri e motivazioni “opinabili e non sorretti da documentazioni storiche universalmente riconoscibili come assolute” evidenzia VdA Vive che aggiunge “ Anche i limiti imposti alla produzione seriale non sono supportati da ragioni legate alla “tradizione” e così come definiti non consentono una lavorazione commercialmente vantaggiosa”.

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