A partire da domani, venerdì 7 agosto, sarà attivo a Nus un ambulatorio medico di prossimità, voluto dal Dipartimento di Area territoriale e dall’Assessorato alla Sanità per rafforzare l’assistenza alla popolazione in questa fase transitoria legata alla cessazione dell’attività convenzionata del dottor Gino Sapone, in pensione dal 1° agosto.
A comunicarlo è l’Azienda Usl, che spiega che l’ambulatorio ad accesso diretto sarà attivo al consultorio di Nus in via Corrado Gex due volte alla settimana: il lunedì dalle 9.30 alle 12.30 ed il venerdì dalle 15 alle 18.
Il servizio sarà garantito con il supporto dell’Unità di continuità assistenziale (Uca) per cercare di rispondere ai bisogni assistenziali più immediati dei cittadini temporaneamente privi del proprio medico di famiglia.
Intanto, lo stesso dottor Sapone ha manifestato la volontà di proseguire la propria collaborazione con l’Azienda attraverso un incarico di natura libero-professionale. Ora, gli uffici dell’Usl stanno perfezionando le procedure necessarie per rendere operativa la disponibilità del medico.
Nel frattempo, però, proseguono anche le procedure per coprire la carenza di medici di Medicina generale nell’Ambito 4 del Distretto 1, che comprende Nus e i Comuni limitrofi. Ambito già inserito lo scorso giugno tra le zone carenti. Due professionisti hanno manifestato un iniziale interesse, che tuttavia rimane da confermare. Le procedure sono in corso.
“Il sistema salute Valle d’Aosta sta cercando in tutti modi di ribadire la centralità del sistema delle cure primarie (medicina generale, continuità assistenziale, pediatria di libera scelta) per garantire il massimo della copertura possibile ai cittadini – spiega direttore sanitario dell’Usl Mauro Occhi –. Questo si scontra tuttavia con la crisi profonda delle professioni sanitarie che risparmia alcune specialità, ma è molto severa sulle professionalità di primo approccio per il cittadino”.
“Il dottor Sapone ha potuto esercitare sino all’età di 73 anni in virtù di un codicillo presente nel decreto ‘1000 proroghe’, che consentiva per un periodo limitato l’esercizio della professione oltre i 72 anni – aggiunge Occhi –. A questo punto, grazie all’encomiabile lavoro dei Direttori di distretto e alla disponibilità del dottor Sapone, cercheremo di garantire questo presidio fondamentale di salute pubblica sul territorio che più severamente patisce la carenza di medici di medicina generale. Noi crediamo che il primo servizio dovuto ai cittadini sia quello di un’informazione corretta e responsabile in tema di servizi salute. Per questo non possiamo negare che anche nei prossimi mesi e anni il tema si proporrà ciclicamente. Sino alla sperabile risoluzione di questa crisi – che colpisce tutto il territorio nazionale – l’Azienda manterrà il massimo impegno per vicariare le carenze di medici con una diversa e sperabilmente migliore organizzazione dei servizi”.
L’attivazione dell’ambulatorio di prossimità – spiega sempre l’Usl – “consente di ripristinare fin da subito una presenza medica sul territorio della media Valle mentre l’Azienda lavora contemporaneamente sulle diverse soluzioni disponibili per rafforzare e stabilizzare l’assistenza”.
Le due aperture settimanali saranno garantite a partire dal 7 agosto, ma l’obiettivo è quello di incrementare progressivamente la disponibilità del servizio, aggiungendo ulteriori slot non appena le condizioni organizzative e le risorse professionali lo consentiranno.
I cittadini già assistiti da un medico di famiglia e i turisti possono invece rivolgersi, dove necessario, agli ambulatori ad accesso diretto attivi nelle altre sedi della regione.
Il dottor Sapone disponibile a restare, a Nus in arrivo una copertura ambulatoriale temporanea
3 agosto 2026
La meritata pensione è, per il momento, rinviata. Il dottor Gino Sapone ha formalmente comunicato nei giorni scorsi all’Azienda Usl la propria disponibilità a proseguire l’attività di assistenza. Saranno però necessari alcuni giorni prima che possa tornare al lavoro.
In attesa delle verifiche amministrative e dei passaggi necessari, l’Usl ha deciso di rispondere alle esigenze manifestate dalla popolazione di Nus, anche attraverso una petizione che ha raccolto oltre 220 firme, attivando una copertura ambulatoriale presso il Consultorio per due mezze giornate alla settimana.
I dettagli del servizio, effettuato tramite personale dell’Usl, saranno comunicati a breve, insieme ai nuovi orari di agosto degli ambulatori ad accesso diretto nelle Case di comunità, servizio a cui le persone rimaste senza medico di base possono rivolgersi.
In queste strutture, ricorda l’Usl, è sempre disponibile anche un ambulatorio infermieristico, in grado di rispondere alle prime richieste dei cittadini e di indirizzare gli utenti verso il servizio più appropriato.

Oltre 3 mila valdostani senza medico di base, l’Usl amplia l’ambulatorio ad accesso diretto e spera nell’arrivo di due nuovi professionisti
24 luglio 2026

Con il pensionamento del dottor Gino Sapone, dal 31 luglio, e il trasferimento fuori Valle, negli stessi giorni, della dottoressa Luna Meneghini, sono oltre 3 mila i valdostani rimasti senza medico di base. Nell’ambito di Aosta non risultano posti disponibili presso gli altri curanti e, nelle prossime settimane, gli assistiti dovranno quindi fare riferimento all’ambulatorio ad accesso diretto della Casa di comunità di via Guido Rey, ad Aosta.
Il servizio è stato ampliato per far fronte al prevedibile aumento delle richieste.
La speranza dell’Azienda Usl è che si tratti di una soluzione temporanea. “Questa organizzazione resterà in vigore fino all’entrata in servizio di due medici che hanno manifestato interesse a coprire i posti vacanti attraverso la procedura prevista dall’Accordo collettivo nazionale, dopo la pubblicazione delle zone carenti”, spiega Hélène Impérial, direttrice del Dipartimento strutturale di Area territoriale dell’Usl. “I tempi tecnici necessari riguardano l’avvio della loro attività. Uno dei due dovrebbe iniziare ai primi di agosto: ha tempo fino al 7 agosto per aprire il proprio ambulatorio. Per il secondo confidiamo che possa prendere servizio entro il 1° ottobre”.
Nel frattempo, gli utenti rimasti senza medico di base potranno rivolgersi all’ambulatorio ad accesso diretto. “In questo periodo di difficoltà il servizio è stato ampliato anche nelle ore del mattino, cercando di estenderlo il più possibile e diversificando le modalità di accesso”.
Più complicata, invece, la strada dell’iscrizione fuori ambito, prevista soltanto in alcuni casi e subordinata alla disponibilità di un medico di medicina generale.
“Periodicamente pubblichiamo gli avvisi previsti dall’Accordo collettivo nazionale, ma il problema è la carenza di professionisti disponibili a coprire questi incarichi”, ricorda Impérial.
Un’altra speranza dell’Azienda Usl riguarda il corso di formazione in medicina generale che dovrebbe partire in autunno e che, al momento — le iscrizioni si chiudono il 27 luglio — conta cinque iscritti.
“I medici, già durante il percorso formativo, possono acquisire assistiti e aprire un proprio ambulatorio. Se tutti porteranno a termine il percorso, potrebbero diventare cinque nuovi medici di medicina generale operativi sul territorio”, sottolinea Impérial.
Nell’Unité Mont-Cervin non ci sono i numeri per un nuovo incarico ad un pediatra
Più complicata anche la situazione dei pediatri di libera scelta nell’ambito dell’Unité Mont-Cervin.
Il 1° luglio scorso una delle pediatre in servizio, la dottoressa Martino, si è trasferita fuori Valle, ma il numero attuale dei bambini residenti nell’ambito non consente all’Usl di pubblicare un avviso per un nuovo incarico.
“Abbiamo innanzitutto effettuato un’analisi del numero di bambini iscritti per verificare se gli altri pediatri disponessero della capacità necessaria ad assorbirli e per capire se vi fossero minori destinati a rimanere senza assistenza, condizione che avrebbe consentito di pubblicare una manifestazione di interesse. Questa situazione, però, non si è verificata: non esiste una carenza di assistenza pediatrica e non raggiungiamo il numero minimo di bambini necessario per bandire un nuovo incarico. Per questo motivo è in corso la redistribuzione degli assistiti sui pediatri rimasti in servizio” racconta la dottoressa Impérial.
La preoccupazione delle famiglie è che uno dei pediatri rimasti sia prossimo alla pensione. “È possibile, anche se non è ancora certo”, spiega Impérial. “In quel momento si libererebbe un posto e potremmo attivare la procedura per la zona carente”.
Il numero di bambini che in passato giustificava la presenza di un determinato numero di pediatri non corrisponde più a quello attuale. “Purtroppo nascono meno bambini e, di conseguenza, non abbiamo i presupposti normativi per pubblicare un nuovo posto di pediatria: manca il fabbisogno richiesto”.
Per agevolare le famiglie soprattutto dal punto di vista logistico, l’Usl sta valutando con una delle pediatre la possibilità di attivare, in alcuni giorni, un ambulatorio in prossimità della Valtournenche, zona nella quale operava soprattutto la dottoressa Martino.
“Monitoreremo la redistribuzione dei bambini tra i pediatri rimasti e valuteremo l’organizzazione territoriale del servizio, chiedendo eventualmente l’apertura di un ambulatorio in aree dove oggi una delle due professioniste non opera, come ad esempio Valtournenche, così da avvicinare il servizio alle famiglie. È il miglior risultato che possiamo ottenere con le risorse attualmente disponibili”.

Ad agosto due medici di famiglia cessano l’attività ad Aosta
20 luglio 2026
Nei primi giorni di agosto, due medici di medicina generale dell’ambito territoriale di Aosta cesseranno la propria attività. Uno per pensionamento, Gino Sapone, l’altro per un trasferimento in un’altra regione per un ricongiungimento familiare, Luna Meneghini. Le cessazioni – spiega l’Azienda Usl – decorreranno rispettivamente dal 1° e dal 3 agosto e interesseranno complessivamente oltre 3.000 assistiti che stanno ricevendo le lettere di avviso.
“Alla luce della carenza di medici di famiglia che coinvolge tutto il Paese – si legge in una nota –, per fronteggiare la situazione l’Azienda ha attivato tutte le procedure previste dalla normativa e ha intrapreso ogni possibile iniziativa per limitare i disagi”.
Nel dettaglio, come previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, ogni anno vengono individuate e pubblicate le cosiddette “zone carenti“, ossia gli ambiti territoriali nei quali il rapporto ottimale tra popolazione e medici di medicina generale scende al di sotto dei livelli previsti. L’ambito di Aosta risultava già inserito tra le zone carenti nella pubblicazione del 1° marzo 2026.
Dopo la pubblicazione, hanno manifestato interesse due professionisti. Qualora le rispettive prese di servizio si concretizzassero nei tempi previsti – prosegue l’Usl –, i due medici potranno acquisire gli assistiti rimasti privi del proprio medico.
Nel frattempo, però, per fronteggiare la situazione di chi si ritroverà temporaneamente privo del medico di medicina generale, i cittadini possono rivolgersi, in caso di necessità, agli ambulatori ad accesso diretto presenti nelle Case della Comunità i cui orari sono consultabili nell’apposita del sito aziendale.
L’Azienda – prosegue – “ha messo in campo tutti gli strumenti disponibili, tra cui la richiesta ai medici di famiglia dell’ambito di Aosta di elevare il massimale di assistiti da 1.500 a 1.800 pazienti (trattandosi di una facoltà volontaria prevista dalla normativa, non è possibile imporre tale incremento). Parallelamente, sono stati estesi gli inviti ad assumere incarichi provvisori anche a professionisti provenienti da altre regioni, senza però ottenere disponibilità”.
Un’altra possibilità potrà derivare dall’avvio del nuovo Corso regionale di formazione specifica in Medicina generale, per il quale la Regione Valle d’Aosta ha recentemente messo a bando dieci borse di studio. Qualora i medici in formazione si rendessero disponibili ad assumere incarichi provvisori, l’Azienda valuterà l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa.
Il direttore sanitario dell’Azienda, Mauro Occhi, spiega: “In mezzo ai tanti dibattiti che agitano il tema del servizio sanitario, non tutti diretti a costruirne uno migliore e pochi seguiti da proposte strutturali, tocchiamo ancora una volta con mano l’entità della crisi delle professioni. Ci confrontiamo con una criticità che non riguarda soltanto la Valle d’Aosta, ma interessa l’intero Paese: la crescente carenza di pediatri di libera scelta e di medici di medicina generale è conseguenza del progressivo pensionamento di molti professionisti ma anche della sempre minore attrattività di questo mestiere, che sempre meno professionisti accettano di svolgere. Continueremo a lavorare, insieme all’Assessorato, per individuare ogni possibile soluzione che consenta di garantire la continuità dell’assistenza ai cittadini”.


5 risposte
Ma che articolo è….
Non sarà mica un segreto professionale dire il nome di un medico
.
Esatto!
Buonasera,
il signor Direttore Sanitario e l’Assessorato prima di cercare nuove soluzioni dovrebbero risolvere i problemi degli uffici della USL di Aosta. Di seguito racconto cosa è successo a mia moglie e mia figlia per colpa di una disorganizzazione dell’ufficio scelta e revoca medico di base.
È da un po’ dí tempo che stiamo cercando un nuovo medico di base in quanto quello assegnato non era di nostro gradimento. Pertanto ci rechiamo presso l’ufficio citato e ci viene consigliato di entrare periodicamente sul fascicolo sanitario per verificare la disponibilità di qualche dottore. Detto fatto. Lunedì 13 luglio 2026, dopo mesi di ricerca esce il nome di una dottoressa di nostro gradimento quindi contenti effettuiamo il tanto agognato cambio del
Medico di base.
Dopo qualche giorno, 20 luglio 2026, per necessità ci mettiamo in contatto con lo studio associato del medico prescelto e scopriamo increduli che la dottoressa cesserà la sua attività in Valle d’Aosta in data 3 agosto 2026, praticamente dopo circa 20 giorni dalla nostra scelta. Era così difficile evidenziare sul sito dove si può effettuare la scelta che la dottoressa non sarebbe più stata disponibile dal 3 agosto?
Così ora mia moglie e mia figlia sono passati dall’avere un dottore (non di nostro gradimento, ma meglio di niente) a non avere più un dottore.
Dimenticavo, mentre sto scrivendo la dottoressa in questione risulta ancora nella lista dei medici disponibili sul fascicolo sanitario, così anche altri utenti potrebbero incorrere nella nostra disavventura.
Grazie per l’attenzione, mi farebbe piacere sentire le parole del Direttore Sanitario e dell’Assessore su questa vicenda a dir poco kafkiana.
Chi sono i medici che lasciano l’incarico?
Chi sono i due medici e che zone coprono?