Contagi, ricoveri e decessi: ecco cosa dicono i numeri su vaccinati e non

L’analisi è fornita ogni settimana all’interno di un corposo documento prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e riporta il numero assoluto e la percentuale di persone vaccinate nella popolazione generale e di casi di infezione da SARS-CoV2, di casi ospedalizzati, ricoverati in terapia intensiva e deceduti per stato vaccinale negli ultimi 30 giorni.
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“Ok i numeri del bollettino, ma quanti sono i positivi vaccinati? E quanti di loro finiscono in terapia intensiva? Quanti poi muoiono?”

Sono ormai mesi che a più riprese ci chiedete questi dati. Sono disponibili, a livello nazionale, in forma aggregata. L’analisi è fornita ogni settimana all’interno di un corposo documento prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e riporta il numero assoluto e la percentuale di persone vaccinate nella popolazione generale e di casi di infezione da SARS-CoV2, di casi ospedalizzati, ricoverati in terapia intensiva e deceduti per stato vaccinale negli ultimi 30 giorni.

Il conteggio dei casi viene effettuato attraverso la somma di tutti i casi confermati da uno dei laboratori di riferimento individuati dalle Regioni e Province Autonome tramite positività ai test molecolari e antigenici e segnalati al sistema di Sorveglianza attraverso una piattaforma web dedicata.

E la Valle d’Aosta?

L’analisi dell’ISS, dunque, è realizzata raccogliendo i dati locali. Abbiamo provato quindi a chiedere i numeri alla Regione, in modo da potervi fornire un’analisi dettagliata anche per la Valle d’Aosta. Ci è stato spiegato che sono raccolti dalla Protezione Civile e poi elaborati e inviati a Roma dall’USL. Abbiamo rivolto la richiesta all’USL, previa richiesta di autorizzazioni a parlare per i medici di riferimento, ma i dati al momento non ci sono stati forniti. Ecco dunque quanto emerge a livello nazionale, sperando di potervi offrire, prossimamente, anche uno spaccato regionale.

La situazione in Italia negli ultimi 30 giorni

Negli ultimi 30 giorni (l’ultimo aggiornamento nazionale è del 17 novembre ed è stato pubblicato il 22 novembre 2021, ndr) sono stati notificati 50.564 casi (39,9%) fra i non vaccinati, 3.980 casi (3.1%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 60.407 casi (47,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 11.215 (8,9%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 537 casi (0,4%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster.

Il 51,0% delle ospedalizzazioni, il 64,0% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

Report Epidemia COVID
Report ISS

 

Perché il numero dei contagi è più alto tra i vaccinati?

A spiegarlo è sempre l’Istituto Superiore di Sanità. “Si evidenzia che, nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica il cosiddetto “effetto paradosso” per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile, se non maggiore, tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi”.

Insomma, è necessario riportare il numero assoluto alla “porzione” di popolazione presa in esame: quasi 8 milioni per i non vaccinati, al 31 ottobre, contro gli oltre 42 milioni per i vaccinati. Come è possibile, dunque, analizzare tali dati?

“Non è possibile confrontare i numeri in valore assoluto in quanto fanno riferimento a popolazione di ampiezze diverse – conferma l’ISS – dunque è necessario calcolare il tasso, ovvero il numero di eventi diviso la popolazione nel periodo di riferimento, per 100.000”.

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Calcolando il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati (219 ricoveri per 100.000 abitanti) emerge come questo sia circa sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (30 ricoveri per 100.000) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (37 ricoveri per 100.000).

Analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati (13 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa sette volte più alto di quello dei vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (1,8 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e da oltre sei mesi (1,9 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) mentre, nel periodo 24/09/2021 – 24/10/2021, il tasso di decesso nei non vaccinati (65 per 100.000) è circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro sei mesi (7 per 100.000) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (11 per 100.000).

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A che punto è la situazione dei vaccinati in Italia?

La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre 2020. Al 17 novembre 2021, data dell’ultimo bollettino, sono state somministrate 92.772.638 (43.782.798 prime dosi, 45.560.971 seconde/uniche dosi e 3.428.869 terze dosi) delle 99.903.515 dosi di vaccino finora consegnate.

Al 17 novembre, in Italia, la copertura vaccinale per due dosi nella popolazione di età superiore ai 12 anni è pari a 84,4%. La Valle d’Aosta si colloca nella parte alta di questa forchetta, con l’81,4%. Nelle fasce di età 70-79 e 80+ la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale con due dosi è rispettivamente 91,7% e 93,9%. Nelle fasce di età 20-29, 40-49, 50-59 e 60-69 la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale è superiore all’80% (rispettivamente 84,6%, 80,7%, 85,2% e 89,1%). La copertura con due dosi si attesta all’80,1% nella fascia 30-39 mentre nella fascia 12-19 è pari al 69,0%.

In tutte le Regioni la copertura vaccinale della popolazione con età compresa fra i 12 ed i 59 anni è maggiore del 70%, con una variabilità che va dal 73,9% nella Provincia Autonoma di Bolzano all’83,9% in Toscana. La copertura vaccinale nazionale per “tre dosi” (richiamo o dose addizionale) è pari al 6,3%, con una variabilità che va dal 3,1% in Calabria all’11,9% in Molise (la Valle d’Aosta, ad oggi, è al 6,85%). Per la popolazione oltre gli 80 anni la copertura con 3 dosi è pari al 37,7% (la Valle d’Aosta è sopra la media con il 50,9%).

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Una risposta

  1. Quindi, se ipotizzassimo il 100% dei vaccinati il tasso di ospedalizzati, terapie intensive e decessi aumenterebbe in ogni caso rispetto a questi valori indicati, seppur come abbiamo visto attualmente sono valori calcolati su porzioni di popolazione diverse. E allora ancora una volta la mia domanda è: siamo proprio sicuri che arrivati al 100% di vaccinazioni gli ospedali riusciranno a fronteggiare l’ emergenza? Non dico che non ci si debba arrivare, ma dico, una volta arrivati al 100% e continuando con cicli di 6 mesi avremmo risolto il problema? Ovviamente no, per questo occorrono cure e trattamenti da somministrare quando si è contratto il virus. Quali passi si stanno compiendo in questo senso?

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