Sanità, è stato approvato il documento di programmazione dell’assistenza territoriale

Il documento, approvato venerdì scorso dalla Giunta regionale, definisce gli obiettivi di politica sanitaria regionale e la dotazione di personale necessario oltre a declinare gli standard delle strutture intermedie come gli Ospedali di Comunità, la Centrale Operativa Territoriale ed il numero unico armonizzato per le cure mediche.
L'Assessorato alla Sanità, salute e politiche sociali
Sanità

Venerdì scorso, 23 dicembre, la Giunta regionale ha approvato il documento generale di programmazione dell’assistenza territoriale in Valle d’Aosta.

Documento – si legge in una nota –, che rientra negli adempimenti del Contratto Istituzionale di Sviluppo della Missione Salute, Component 1, del Piano nazionale di ripresa e resilienza e che deriva dagli indirizzi delineati dal Piano per la Salute ed il Benessere Sociale 2022-2025, approvato in primavera dalla Giunta.

“Alcuni degli elementi qualificanti di questo atto – prosegue il comunicato dell’Assessorato alla Sanità – riguardano in modo particolare la costituzione delle forme organizzative mono e multi professionali (AFT ed UCCP) dell’assistenza primaria in Valle d’Aosta. Queste ultime, attese in Valle d’Aosta dal 2012, data di approvazione del Decreto Balduzzi, doteranno le diverse professionalità presenti sul territorio (ad esempio medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, specialisti, infermieri, operatorio socio-sanitari, psicologi, assistenti sociali) di una nuova organizzazione che consentirà finalmente la piena integrazione socio-sanitaria, nell’ambito dei 2 Distretti che saranno costituiti sul territorio regionale”.

L’atto di programmazione su queste nuove forme organizzate della medicina convenzionata è stato al centro di un incontro con i sindacati per condividerne i contenuti e avviare una successiva fase per la sottoscrizione di appositi AIR al fine di un riordino concreto dell’assistenza erogata dalla medicina convenzionata in Valle d’Aosta.

Sono, inoltre, definiti specifici obiettivi di politica sanitaria regionale che, riprendendo quanto indicato negli accordi collettivi nazionali delle diverse categorie coinvolte, individuano azioni specifiche, necessarie a garantire nel nostro territorio la capillarità dei servizi sanitari. Tra questi, il miglioramento della presa in carico delle patologie croniche, l’informatizzazione delle prescrizioni farmaceutiche per ridurre da un lato il carico burocratico dei medici e dall’altro il ricorso al medico di medicina generale per le sole ricette farmaceutiche, in quei casi in cui si tratti di terapie invariate nel tempo.

Nello stesso atto, si declinano ulteriormente standard, funzioni ed obiettivi delle strutture intermedie che dovranno essere realizzate nel nostro territorio, quali ad esempio gli Ospedali di Comunità, la Centrale Operativa Territoriale, il numero unico armonizzato per le cure mediche non urgenti 116/117, così come le nuove funzioni che dovranno essere attivate nel passaggio degli attuali poliambulatori verso le Case di Comunità.

Non solo, dal momento che il documento indica anche l’ipotetica dotazione di personale necessario, per giungere così all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse attualmente presenti nelle strutture territoriali già esistenti.

“Queste disposizioni sono finalizzate ad una presa in carico individualizzata e complessiva del paziente, anche attraverso l’implementazione di figure professionali quali l’infermiere di comunità e le unità di continuità assistenziale (UCA), per facilitare il suo passaggio tra i diversi setting assitenziali (ospedale-strutture intermedie- domicilio) e per dare una risposta equa, rapida ed efficiente ai bisogni di salute della cittadinanza – ha detto l’assessore Roberto Barmasse –. Tutto ciò potrà essere validamente supportato dall’utilizzo mirato e sempre più diffuso della telemedicina, che soprattutto in un territorio montano quale quello regionale, permette di erogare servizi di prossimità e di prendere in carico pazienti cronici a domicilio”.

“Ringrazio in modo particolare le strutture dell’Assessorato per l’imponente lavoro e la disponibilità dei sindacati dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti, che hanno accettato di condividere questa sfida”, ha chiuso l’assessore.

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