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Ultima modifica: 16 Novembre 2019 14:40

30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia, l’Arco di Augusto si “tinge” di blu

Aosta - Il Consiglio regionale aderisce a due diversi progetti dell'Unicef, coinvolgendo i ragazzi e mettendo in campo uno dei simboli della Valle mercoledì 20 novembre.

Tetris Arco dAugusto EditionArco di Augusto

Sono passati 30 anni dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte dell’Onu. Ora quel 20 novembre del 1989 saranno celebrati in Valle d’Aosta con una serie di iniziative che prendono vita proprio in occasione della Giornata internazionale che da tre decenni ricorda i diritti dei più giovani.

Il Consiglio regionale aderisce infatti a due diversi progetti dell’Unicef, coinvolgendo i ragazzi e mettendo in campo uno dei simboli della Valle.

Da una parte, grazie alla collaborazione della Sovraintendenza agli Studi, alle 8.45 di mercoledì 20 novembre la classe 5^B della scuola elementare Ettore Ramires di Aosta visiterà l’Aula del Consiglio all’interno del progetto #KidsTakeover, portando un messaggio alle istituzioni e assistendo all’inizio della seduta consiliare.

Dall’altra, l’Arco d’Augusto sarà illuminato di blu in collaborazione con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali, diventando parte dell’iniziativa internazionale “go blue” che colora monumenti in tutto il mondo. Le autorità parteciperanno all’accensione delle luci alle ore 18.30 circa.

“L’attenzione verso i più piccoli – spiega la Presidente del Consiglio Emily Rini – deve essere un impegno trasversale di tutte le istituzioni. Abbiamo aderito convintamente a queste iniziative perché i bambini e i ragazzi non sono solo il nostro futuro, ma anche il parametro sul quale misurarci: una società che sa tutelare la qualità della vita dei più piccoli è una società veramente sana e consapevole”.

“Dal 1989 – ricorda invece Rita Balzi, Presidente Comitato Regionale per l’Unicef della Valle d’Aosta – la Convenzione è divenuta il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: oggi sono 196 gli Stati che si sono impegnati nel rispetto dei diritti in essa riconosciuti. Per l’Unicef, che ha dato un contributo fondamentale nel corso dei dieci anni di negoziati che hanno portato alla sua approvazione, celebrare i 30 anni della Convenzione significa considerare ciò che di buono è stato fatto in questi tre decenni per migliorare la condizione dell’infanzia in tutti gli angoli del pianeta.

Appuntamento che però è più di una commemorazione tout court: “Questa ricorrenza deve anche essere l’occasione per rivolgere alle istituzioni le nostre richieste sui singoli temi – aggiunge Balzi –, chiedendo che il nostro paese si attivi per soddisfare gli standard previsti dalla Convenzione e colmare le criticità segnalate dal Comitato Onu nelle Osservazioni conclusive”.

Alle celebrazioni del Consiglio parteciperà anche il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che vede le iniziative proposte dall’Unicef come “Il modo migliore per festeggiare il trentennale della Convenzione di New York. Anche la Valle d’Aosta – dichiara Enrico Formento Dojot – si è recentemente dotata della figura del Garante dei Minori, le cui funzioni sono state attribuite al Difensore civico regionale. I temi da affrontare per dare concreta attuazione alle disposizioni della Convenzione sono molti: mi preme, in particolare, richiamare l’attenzione sul cyberbullismo, fenomeno assai insidioso se non affrontato adeguatamente. Ribadisco che, riguardo alla tutela dei minori, la creazione di una rete tra tutti gli attori che intervengono sul tema, ognuno con la propria peculiare competenza professionale, risulta non solo necessaria, ma assolutamente imprescindibile”.

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