Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 12 Febbraio 2021 9:42

A scuola su due ruote, anche ad Aosta si sperimenta il “Bicibus”

Aosta - Il progetto, in via sperimentale e che prenderà il via dall'anno scolastico 2021/22, si aggiunge al servizio "Pedibus" e si rivolge per il momento alla scuola "Lexert" di quartiere Cogne, in collaborazione con i volontari di Fiab e Uisp.

Scuola LexertScuola Lexert

Un vero e proprio “autobus a due ruote” – o addirittura neanche – per andare a scuola in tutta sicurezza, imparando e scoprendo anche le peculiarità della propria città.

Il progetto vero e proprio – nei piani del Comune di Aosta – partirà con l’anno scolastico 2021/22, ma la linea è tracciata: gli alunni dell’Istituzione scolasticaÉmile Lexert”, in pieno quartiere Cogne, potranno andare a lezione con il “Pedibus”, già sperimentato negli anni, ma soprattutto con il “Bicibus”.

A spiegare qualche dettaglio è Loris Sartore, Assessore comunale all’Ambiente e alla Mobilità: “Tempo fa c’era stato un contatto tra la Fiab (La Federazione italiana ambiente e bicicletta, ndr.) e l’allora Sindaco Centoz e l’Assessora Migliorin, per un progetto poi rimasto nel cassetto. Ripreso in mano, abbiamo fatto primo incontro con la Polizia locale e la dirigente scolastica della ‘Lexert’, che già all’epoca era stata contattata. Abbiamo scelto di avviare questa sperimentazione anche per il contesto della scuola, che si presta bene visto il traffico veicolare piuttosto scarso”.

Da qui si è cercato di allargare il campo, e capirne le potenzialità: “Abbiamo coinvolto anche l’Uisp – prosegue Sartore –, che si è detta disposta a dare una mano. Questo progetto ha diverse valenze, ed è un piccolo pezzettino per il raggiungimento del 40% di CO2 in meno previsto nel ‘Patto dei Sindaci’. E se funzionerà lo estenderemo ad altre scuole”.

Non solo: “Questa iniziativa – spiega ancora l’Assessore – ha poi una valenza sociale ed un aspetto legato alla scoperta: andando a scuola piedi o in bicicletta ci si guarda attorno, si scopre la propria città ed il proprio quartiere. Si crea poi un rapporto intergenerazionale tra i più piccoli ed i volontari di Fiab e della Uisp, ma anche i genitori ed i nonni che si rendessero disponibili per accompagnare gli studenti. Tutte finalità che le scuole condividono, così come il discorso dell’Educazione stradale, prevista oltretutto dal Codice della strada. I Comuni in questo senso devono promuovere la ciclabilità, fare formazione e informazione consentendo di far crescere la sensibilità e la consapevolezza su come ci si possa spostare con altri mezzi”.

In attesa di vedere bambini, ragazzi e volontari in giro per il quartiere con la pettorina colorata, il progetto si delinea: “La prima fase da adesso – chiude Sartore –, fino a fine anno scolastico, in cui verrà fatta l’analisi della possibile partecipazione, quindi di quanti aderiranno, grazie ad un questionario che verrà consegnato a tutti. In seguito, saranno individuati i volontari e formati, così come verranno individuati i percorsi. Durante l’estate, invece, verrà predisposta la segnaletica e con l’inizio del nuovo anno scolastico si partirà”.

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