Agricoltura: si riforma l’organizzazione agrituristica valdostana

Incentivare gli agricoltori part-time nell'attività di mantenimento del territorio; recuperare il patrimonio architettonico rurale, favorendo lo sviluppo locale; offrire l'opportunità agli agricoltori part-time di lavorare in...
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Incentivare gli agricoltori part-time nell’attività di mantenimento del territorio; recuperare il patrimonio architettonico rurale, favorendo lo sviluppo locale; offrire l’opportunità agli agricoltori part-time di lavorare in agricoltura a tempo pieno, sviluppando l’integrazione di un’attività complementare quale appunto è quella agrituristica. Sono questi alcuni degli obiettivi del disegno di legge licenziato dalla Giunta regionale per riformare l’organizzazione agrituristica valdostana. Affidarsi sono alle bellezze naturali della Valle d’Aosta non è sufficiente infatti per essere competitivi sul mercato.
Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Isabellon ?bisogna dare nuove impulso al settore agrituristico che in questi anni non ha avuto uno sviluppo adeguato alle potenzialità che aveva e agli investimenti fatti dall’Amministrazione regionale, sia a livello finanziario sia a livello di risorse umane?. Da quest’ultimo punto di vista emerge il fatto che le giovani generazioni non sono attirate dal settore agricolo, già difficile in zone di montagna.
Il disegno di legge prevede il mantenimento degli attuali requisiti per lo svolgimento dell’attività agrituristica di locazione di camere con servizio di prima colazione, mezza pensione o pensione completa, ed eventualmente di somministrazione di merende e dall’altro, la necessità di favorire gli agricoltori part-time consentendo loro di svolgere l’attività di locazione di alloggi, con la possibilità di somministrare ai propri ospiti la prima colazione e la merenda.
Il provvedimento arricchisce la tipologia dei servizi agrituristici: a differenza del passato nel disegno di legge si prevede la possibilità di realizzare anche delle camere con angolo cottura, dando così la possibilità agli ospiti di poter cucinare in azienda.
Altre tipologie inserite nel provvedimento sono le fattorie didattiche, una realtà in crescita nel resto d’Italia, la cui disciplina specifica sarà definita con deliberazione della Giunta regionale, e la degustazione dei prodotti aziendali.

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