Anniversario Autonomia e Statuto speciale: “Fondamentale salvaguardare i nostri 74 comuni”

Le onorificenze di 'Ami de la Vallée d'Aoste' sono stat consegnate a Allesandro Barbero, Enzo Bianchi e Giuseppe Bitti, mentre quelle di 'Chevalier de l'Autonomie' a Marta Burgay e Piergiorgio Thiébat.
coro Sant’Orso dell’inno della Valle d’Aosta
Società

La Regione Valle d’Aosta ha consegnato questo pomeriggio, in occasione della celebrazione del 68° anniversario della sua autonomia e del 66° del suo Statuto speciale, durante la cerimonia di apertura della Festa della Valle d’Aosta, le onorificenze di ‘Ami de la Vallée d’Aoste’ e di ‘Chevalier de l’Autonomie’.

Sono state cinque in tutto le onorificenze conferite ad altrettante personalità che hanno tenuto alto il valore dell’autonomia regionale nel mondo, o che hanno dimostrato il loro amore per la Valle. ‘Chevalier’ lo è diventata ad esempio l’astrofisica Marta Burgay, distintasi come une delle personalità più brillanti delle nostra epoca e per la sua abilità nella ricerca scientifica, e che porta con sé le tracce delle sue origini: “I legami con la mia terra sono molto forti – spiega Burgay durante la cerimonia – e quello che porto sempre con me è l’amore per la montagna e per la natura. E poi l’autonomia, l’idea di un’autonomia di pensiero, di azione e di ricerca che mi accompagna da sempre”. Decorazione di ‘Chevalier de l’Autonomie’ di cui si potrà fregiare anche lo storico Piergiorgio Thiébat, che ha insegnato ai suoi studenti il valore dell’autonomia nel corso degli anni, anche attraverso il suo percorso di insegnante di filosofia.

Gli ‘Amis de la Vallée d’Aoste’ sono invece Alessandro Barbero, medievalista e scrittore, che in realtà raccoglie oggi l’onorificenza di cui era stato insignito lo scorso anno, il manager Giuseppe Bitti, amministratore delegato di Kia Motors, e Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose e Coordinatore a Bard dei ‘Colloqui del Forte’: “Il mio legame con la Valle – spiega Bianchi – è antico. Sette o otto volte l’anno la attraverso per andare a Parigi e attraversare la Valle rappresenta il momento più bello di tutto il viaggio, un momento che dà tante ragioni per amare questa terra così bella. Come bellissimo è il Forte di Bard, trasformato da luogo di guerra a luogo di cultura, dialogo e confronto da un progetto molto convinto della Presidenza della Regione”.

Ad aprire invece la cerimonia i discorsi delle autorità, occasione per conoscere il ruolo e le prospettive della Valle a 68 anni dalla sua autonomia e in un periodo di crisi. È Bruno Giordano, Sindaco di Aosta e Presidente del Cpel, a rompere il ghiaccio: “La nostra Regione ha arginato gli effetti della crisi – spiega – e noi rivendichiamo la nostra autonomia ora sotto attacco da un potere centralizzato e subdolo. In questo quadro è fondamentale salvaguardare i nostri 74 comuni, sentinelle di un territorio molto diversificato con i sindaci naturale punto di riferimento per i cittadini”.

Una tutela dello Statuto speciale del quale parla anche la Presidente del Consiglio Regionale Emily Rini: “La Valle d’Aosta ha applicato dei correttivi che hanno aiutato il nostro sistema a reggere di fronte alla crisi con concretezza, tratto peculiare dei valdostani che deriva dal nostro percorso secolare di autogoverno e che ha alimentato il nostro senso di responsabilità nei confronti delle nostre Istituzioni, del nostro territorio e della nostra gente. Non dobbiamo avere paura di essere considerati ‘speciali’ perché la nostra autonomia è la nostra ‘specialità’”.

A chiudere poi la serie di interventi tocca infine al Presidente della Regione Augusto Rollandin che basa il suo discorso sul ricordo, valore fondamentale per tenere vivo lo spirito dello Statuto: “La nostra autonomia – spiega Rollandin – non esisterebbe senza la determinazione, il coraggio, l’intelligenza e il sacrificio delle donne e degli uomini che settant’anni fa hanno combattuto per la liberazione dal Fascismo e per la rinascita della nostra Regione. È nostro dovere, nel quotidiano e nelle circostanze solenni come questa, ricordare. L’Europa dovrebbe tutelarci ed essere l’Europa delle Regioni e dei Popoli e non un’autorità centralista e tecnocratica, come lo Stato e l’affondo alla nostra autonomia che sta apportando in questi anni. Una violazione del principio di leale colaborazione sempre più spesso disatteso come dimostra la violazione dell’accordo sul federalismo fiscale siglato nel 2010. Noi rivendichiamo il nostro diritto di esercitare pienamente e liberamente le nostre competenze primarie perché il nostro sistema di autonomia possa essere ancora più efficiente e fondarsi sempre più sui comuni e sulle comunità locali che costituiscono la linfa della società valdostana”. 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte