Batailles de reines verso la finale: ecco le favorite di domenica alla Croix-Noire

In prima categoria sfida tra Bagherà di Maura Mochet, Bataille di Angelo Martignon, Papillon di Claudio Berthod e Tsunami di Marguerettaz/Vallet. In campo solo la regina uscente di terzo peso, Reinette di Gildo Bonin: in seconda attenzione a Brunie dei fratelli Quendoz, già reina di questo peso nel 2018 e nel 2019
croix noire batailles de reines
Società

E’ il fine settimana più sentito dell’anno, la festa (a pagamento) più partecipata della Valle d’Aosta. Parliamo di Batailles de reines, nello specifico del “combat final” che domenica 23 ottobre promette di tenere con il fiato sospeso le migliaia di appassionati che affolleranno gli spalti dell’arena Croix-Noire di Aosta.

Due giorni a cento all’ora

Batailles

Regionale domenica 23, anticipata il giorno precedente dalla sesta edizione del confronto interregionale tra le primipare di Valle d’Aosta, Canavese e Valli di Lanzo e dal terzo combat evento riservato alle regine rossonere “deuxième veau”. Come nel 2021 – l’anno della ripartenza – gli Amis des Batailles de Reines sono riusciti a proporre un programma di due giornate di eventi, tutto fuorché scontato in un momento storico difficile come questo.

Trascurando (colpevolmente) l’aperitivo di sabato, non si può negare che l’attenzione del mondo dell’allevamento sia tutto per la Regionale di domenica. La finale del 65esimo concorso regionale delle batailles vedrà al via solo una delle tre regine uscenti – Reinette di Gildo Bonin, che difenderà il titolo del terzo peso: sulle 219 qualificate saranno presenti in 196 – ma promette pathos e sorprese a non finire. Noi ci siamo divertiti a giocare un po’ con i numeri, andando ad ipotizzare i “dorsali” che saranno più attenzionati domenica mattina. Il vecchio gioco dei pronostici è servito: è una pratica in uso soprattutto al momento della pesatura delle reines il giorno della Regionale (perché il peso, così come il sorteggio, possono essere i primi veri ostacoli del concorso di una potenziale regina), è un gioco che noi “anticipiamo” di qualche ora, nella speranza che almeno qualcuno dei numeri (e dei nomi) che si faranno a seguire possa trovare riscontro nelle premiazioni di domenica sera.

Da sinistra Igor Modina, Aurelio Marguerettaz, Davide Sapinet, Roberto Bonin e Fabio Saccona
La presentazione dell’evento di giovedì: da sinistra Igor Modina, Aurelio Marguerettaz, Davide Sapinet, Roberto Bonin e Fabio Saccona

Prima categoria, chissà quanto peserà Bagherà

La classe regina merita il primo blocco di pronostici. Partiamo dal 24, che sarà “vestito” da Amour di Paolo Pinet: non ce ne voglia l’allevatore di Issogne, ma la citazione arriva perché Amour si era qualificata a Quart in primavera con Michele Bionaz, che l’ha poi ceduta in Bassa Valle. Questo, peraltro, è l’unico cambio di proprietà avvenuto nel novero delle reines qualificate per questa finale.

I nomi più chiacchierati sono quelli di 4 regine di concorso: in ordine cronologico di qualificazione, Papillon di Claudio Berthod (6, reina a Quart), Bagherà di Maura Mochet (9, reina a Villeneuve), Tsunami di Guido Marguerettaz e Gildo Vallet (17, prima Saint-Christophe) e Bataille di Angelo Martignon (18, vincitrice a Chatillon).

Chi ha visto Papillon a Quart il lunedì di Pasquetta è rimasto a bocca aperta: 664 chili di agonismo e durezza, una bovina alla prima uscita che ha sorpreso anche i più navigati “suiveurs” del circuito. Tutto il contrario di Bagherà, che a Villeneuve ha vinto per la seconda volta dopo quella del 2019. In mezzo anche un successo al concorso del 2021 al Piccolo San Bernardo, che l’aveva proiettata fino alla semifinale della Regionale dell’anno scorso. Dopo il terzo posto Bargherà vuole di più. Dalla sua ha l’esperienza e pure un peso invidiabile: 758 chili al mese di maggio, potrebbe arrivare a sfiorare gli 8 quintali? Maura Mochet, la sua proprietaria, dice di no e che il peso si assesterà verso quota 770-780 chili. La risposta domenica verso le 10.

Passando all’autunno, per Tzunami a Saint-Christophe era arrivata la prima qualificazione della carriera: se finisce in questo “cerchio magico”, però, non è solo a causa del nome evocativo, ma per la classe innata che ha dimostrato neanche un mese fa. Bataille, invece, alla Croix-Noire ha già vinto: era l’ottobre del 2020, la prima edizione del combat del secondo vitello. Geneticamente sembra avere il sangue giusto per tentare il colpaccio (o quantomeno finire in zona premi): sua sorella è Bronne dei Bonin, reina regionale del 2019.

A proposito di Gildo Bonin: magari non nel primo gruppo di merito, ma nella selezione delle “bovine da tenere sotto stretta osservazione” c’è la sua Victoire (19), la regina di due settimane fa a Gressan. Anche nel suo caso prima qualificazione, peraltro a due passi dalla sua stalla: va rivista in un contesto diverso – la Croix-Noire è uno stadio, le stalle sono al coperto, la confusione è tanta rispetto a un’eliminatoria: piccole cose che però possono piacere o meno alle bovine – ma il talento c’è. Segnaliamo anche Cardelleun di Piero Busso (7, regina del giorno della Liberazione a Challand-Saint-Victor), che alla Regionale ha vinto il premio combattività del 2021 e pure Suisse di Imak Frassy e Marco Chamonin (15, reina a Courmayeur), che al pari di Bataille ha vinto alla Croix-Noire nel 2020: nel suo caso, però, era il combat interregionale.

Le assenti: la defezione più importante è quella di Energie di Nello Girod (1), reina uscente dello scorso anno. Non saranno della partita Shakira di Jean-Antoine Maquignaz (20), Rigotta di Thierry Rosset (21), Clairon di Cerisey-Porliod (32), Rebelle di Aurelio Cretier (44), Chanel di Livio Pervier (46), Vipère di Piero Busso (49) e Marmotta di Davide Viérin (51).

Seconda categoria, occhi puntati su Brunie

Orsière di Alino Marquis, la reina regionale del 2021, non ci sarà per squalifica (la bovina aveva partorito in data diversa rispetto a quanto avevano segnalato i proprietari, e di fatto non aveva rispettato i termini della gravidanza al momento della sua qualificazione a Saint-Barthélemy), ma una regina da acclamare in questa categoria c’è eccome.

Brunie dei fratelli Quendoz – reina regionale in seconda nel 2018 e nel 2019 – torna dopo aver dato spettacolo, senza troppa fortuna, nel 2021. Qualcuno (compreso il sottoscritto) l’aveva pensionata troppo presto l’autunno scorso: a Jovençan ad aprile Brunie era tornata, e per far capire di che pasta è fatta aveva vinto in scioltezza il concorso del primo peso (avrà in dote il numero 4). Comunque vada a finire domenica, Brunie avrà gli applausi che merita all’inizio e alla fine del suo concorso. E gareggerà in seconda, statene certi.

Le certezze tra i pesi medi finiscono però qui: gareggiano in questa categoria bovine dai 571 ai 610 chili, c’è da scommettere che in tanti domenica mattina vivranno il momento del peso con la stessa tensione di un primo turno eliminatorio. Il secondo sarà il sorteggio (elettronico) del tabellone: iniziare subito la giornata contro avversarie di spessore vorrebbe poter dire abbandonare immediatamente i sogni di gloria.

Tornando ai numeri, se Brunie con il suo 4 merita la vetrina non si possono dimenticare Negra di Imak Frassy e Marco Chamonin (89, regina a Cogne), Rubis di Massimiliano Garin (85, regina ad Aosta) e Belville dei fratelli Cunéaz (80, prima a Challand-Saint-Victor). Negra a Cogne si è qualificata per la prima volta, ha dimostrato un grande talento ed è figlia di Dallas, tre volte alla Regionale e prima reina tra i moudzon. Rubis conosce bene la Croix-Noire: qui ha vinto la notturna di Ferragosto, anche lei è alla prima qualificazione. La più esperta del lotto è Belville, terza un anno fa proprio alla finale di ottobre: a Challand il 25 aprile ha dimostrato che la sua verve è la stessa di un anno fa.

Da adocchiare pure Tzatagne di Luca Vuillermoz (82, regina di Villeneuve, quinta un anno fa), Zara di Claudio Berthod (91, vincitrice a Chatillon e reina dell’alpeggio dell’allevatore di Doues), Vedette di Clelia Bich (97, seconda a Quart, ai quarti di finale nel 2021) e Farca di William Guala (103), vice reina regionale in carica e seconda il 15 di agosto nell’eliminatoria vinta da Rubis. Altri due nomi per finire: Allegra di fratelli Bich (88), regina a Courmayeur a inizio settembre, prima all’Espace Mont Blanc del 2016 e pure Reinetta di Michele Bionaz (167). Reinetta è stata seconda nel terzo peso a Saint-Marcel in primavera, dovrebbe combattere nel secondo peso ed è alla sua prima Regionale. Perché metterla nelle favorite? Domanda intelligente, la risposta magari non lo è altrettanto, perché è quella di un appassionato un po’ nostalgico: non si può andare alla Regionale pensando che Michele Bionaz di Brissogne non presenti almeno una bovina in grado di fare strada.

Le assenti: detto di Orsière (74), non saranno alla finale Gitane di Michele Bionaz (76), Melody di Marguerettaz/Vallet (78), Bandit di Davide Bieller (96), Guerra di Sandro Ronco (105), Cobra dei fratelli Jordaney (115), Versailles di Avoyer/Castellan (117), Biondina di Samuele Grimod (119), Prudence dei fratelli Viérin (123), Zenica di Luca Vuillermoz (127) e Furie di Ivan Hérésaz (135).

Terza categoria, altra sfida tra Reinetta e Baronne?

Se in prima e in seconda mancheranno le stelle del 2021, in terza categoria saranno in lizza le due finaliste dell’ultima Regionale. Reinetta di Gildo Bonin (147) e Baronne di Davide Grimod (157) sperano di non essere inserite nella stessa parte del tabellone, in modo da replicare (eventualmente) la sfida di un anno fa solo in finale. Reinetta è reduce da un anno di riposo, ma c’è da giurarci: i suoi proprietari l’avranno curata nel modo migliore per farla trovare al top della condizione domenica. Baronne si è vista a Vertosan, dove ha vinto l’eliminatoria bissando il successo del Piccolo San Bernardo del 2021. Le due, però, avranno da guardarsi le spalle da Scintilla dei The Quendoz (162), la regina di Cogne alla sua prima partecipazione alla Regionale, e da Pinson di Marco Démoz (153), che aveva fatto stravedere a Challand in occasione del suo successo del 25 aprile scorso.

Attenzione pure alle terze classificate del 2021, presenti anche loro come le finaliste di quel concorso: si tratta di Genève di Corrado Diémoz (190), terza a Valpelline e Negro di Stefano Charrier (152), regina a Quart e già vincitrice a Cervinia nel 2021: l’anno scorso si arrese a Reinetta dei Bonin in semifinale, quest’anno avrà voglia di “vendicare” quella sconfitta.

In seconda fascia inseriamo anche Magneun dell’azienda Verney (173), seconda a Villeneuve e quinta al combat evento del 2020; Moncler di Andrea Clerin (184), terza a Donnas a marzo ma regina a Issime l’anno precedente e della “vecchia” Paris di Luca Vuillermoz (200), terza al col de Joux, reina a Pré-Saint-Didier nel 2019 e quell’anno terza alla Regionale. Gli anni passano e questa bovina forse non è più quella del 2019, però alla Regionale l’esperienza può avere un peso specifico notevole.

Il programma

Come anticipato, la Regionale è il piatto forte di un intero week-end dedicato alle reines. Sabato per il combat interregionale e il tabellone delle bovine valdostane “al secondo vitello” è previsto l’arrivo in arena del bestiame dalle 8.30, mentre i combats veri e propri inizieranno alle 12.30. Per domenica programma simile a quello degli ultimi anni, e paradossalmente diverso rispetto a quello delle 18 eliminatorie: la pesatura è fissata tra le 8 e le 10, per fare in modo che alle 11 possano iniziare a sfidarsi sul campo le reines. Pausa pranzo dalle 12.30 alle 13.30, poi si ripartirà con l’obiettivo di andare a incoronare – verso sera – le migliori 3 reines del 2022.

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