Caos treni, un’altra domenica di passione per i pendolari valdostani

Treno strapieno e viaggiatori costretti a scendere nel pomeriggio di ieri, domenica 11 dicembre. Il racconto dell'ennesimo viaggio da incubo di alcuni pendolari valdostani.
I viaggiatori sulla linea Aosta-Torino - treno - ferrovia
Società

“Se non scendono almeno trenta persone il treno non riparte” è questo l’annuncio che i passeggeri del treno Aosta-Torino delle 15.41 di ieri, domenica 11 dicembre, hanno sentito una volta raggiunta la stazione di Châtillon. Il servizio, si sa, non è particolarmente efficiente, ma questa domenica la situazione è diventata insostenibile per i tanti passeggeri tra pendolari, studenti e turisti saliti in Valle per il ponte dell’Immacolata.

I problemi sono iniziati subito, ancora prima della partenza dalla stazione di Aosta come racconta la studentessa valdostana Alma Sergi, in una delle tre testimonianze che abbiamo ricevuto nella serata di ieri. “Alle 15.30 sono arrivata in stazione ed il treno era già pienissimo. Sono riuscita comunque a salire con qualche difficoltà. Nei successivi dieci minuti continuava a salire gente nonostante tutti i posti a sedere fossero già occupati e tutto il corridoio fosse pieno di gente in piedi. A Nus salgono altre persone e la situazione si fa ancora più tesa finché non raggiungiamo Châtillon”.

È in questa stazione che la situazione diventa insostenibile, tanto che il treno si ferma senza far salire nessuno. Infatti il mezzo è “così pieno, bagni compresi, che il capotreno ha minacciato di non ripartire se non scendevano almeno 30 persone, e dei ragazzi si sono sacrificati e siamo ripartiti. A Verrès non hanno fatto salire nessuno” scrive Savina Barrel, nella sua testimonianza sostenuta e condivisa da Alma.

Per i passeggeri che hanno deciso di scendere a Châtillon “sacrificando” il loro viaggio, la situazione non è migliorata. Si sono trovati, infatti, a dover aspettare quaranta minuti all’aperto per la coincidenza successiva. Il treno prosegue il suo viaggio, ma le condizioni hanno continuato a peggiorare. “Una volta arrivati ad Ivrea si raggiunge il culmine del disagio e il capotreno annuncia che verrà messo un pullman sostitutivo che partendo dalla stazione di Ivrea farà le fermate Chivasso, Porta Susa, Porta Nuova, ma non è chiara la capienza, né da dove partirà l’autobus o quanto tempo bisognerà attenderlo” continua Alma.

Come se non bastasse, anche i servizi sono stati resi inutilizzabili: “C’era talmente tanta gente che alcune persone si erano sedute in bagno. Io mi sono avvicinata chiedendo di poter utilizzare i servizi, ma i ragazzi non si muovevano e bloccavano completamente anche il passaggio da una carrozza all’altra. La cosa peggiore è che il treno era composto da tre vagoni esattamente come un lunedì mattina qualsiasi senza nessuna attenzione per il fatto che fosse il fine settimana dell’Immacolata”. Per Alma il viaggio continua fino a Chivasso dove si ripete per la terza volta l’annuncio che intima ai passeggeri di fare posto sul mezzo. A questo punto la ragazza decide di scendere e di attendere il treno successivo dopo un viaggio passato in piedi e seduta per terra in una carrozza a dir poco claustrofobica.

Questo tipo di disagi e malfunzionamenti non sono certo un caso straordinario. L’affollamento, le carrozze insufficienti, i ritardi e le mancate coincidenze sono da molti anni la normalità sulla tratta Aosta-Torino, in una situazione aggravata dalla sospensione, in data 10 gennaio 2022, della linea di autobus interregionali Arriva che limita ulteriormente le opzioni per chi si trova a dover compiere questo spostamento regolarmente. Questa situazione fa sì che “l’unica possibilità di raggiungere il capoluogo piemontese senza auto sia il treno… trovo semplicemente vergognoso che nel 2022 si debba ancora essere qui a sottolineare i disservizi della tratta Aosta-Torino” sottolinea la lettrice Silvia Scorza nella sua testimonianza.

Trenitalia: “Treni potenziati per Mercatini e Immacolata”

“Per agevolare il rientro pomeridiano dei passeggeri in occasione del Ponte dell’Immacolata e dei mercatini di Natale, Trenitalia, d’intesa con la Regione Valle d’Aosta, ha potenziato alcuni treni della tratta Aosta-Chivasso-Torino e prolungato fino a Chivasso alcuni treni che normalmente terminano la loro corsa nella stazione di Ivrea” spiega la società.

Nella giornata di ieri a partire dalle ore 16 25, il treno da Aosta a Ivrea è stato prolungato da Ivrea fino a Chivasso; quello delle 17,08 Aosta-Chivasso è stato aggiunto alla normale programmazione per favorire i collegamenti con l’area torinese e la prosecuzione verso il milanese e quello delle ore 17,41 da Aosta a Torino è stato raddoppiato nella composizione consentendo una disponibilità di oltre 600 posti (di cui 300 posti a sedere aggiuntivi rispetto alla normale programmazione).

“Nella stazione di Chatillon, 20 viaggiatori – che volevano presumibilmente utilizzare il treno RV2772 in partenza da Aosta alle ore 15:41 – sono stati indirizzati sui treni al seguito che offrivano maggiore disponibilità di posti” prosegue Trenitalia “Ad Ivrea circa 25 viaggiatori sono stati indirizzati sui treni al seguito che offrivano maggiore disponibilità di posti o hanno potuto usufruire di un bus sostitutivo”.

 

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