Conclusa la campagna per il “giocattolo sospeso”, raccolti 850 doni per i bambini

Si è conclusa il 28 dicembre l’iniziativa lanciata da CSV, Celva e ALI: 850 giocattoli raccolti con il coinvolgimento di 16 associazioni, una cooperativa, un progetto, due amministrazioni e 34 esercizi commerciali
Presentazione Giocattolo sospeso
Società

La campagna di solidarietà per il giocattolo sospeso, lanciata dal 1° al 28 dicembre 2021 dal CSV con l’adesione e collaborazione dell’Associazione Librai Italiani, di Confcommercio e del Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta, ha raccolto 850 giocattoli, destinati ad altrettanti bambini valdostani di famiglie in difficoltà individuati attraverso i servizi sociali, le amministrazioni comunali o le associazioni ed i servizi, che proprio con questa edizione rinnovata sono stati ancora di più protagonisti attivi della campagna: non solo “fruitori” dei doni da destinare alle famiglie da loro individuate, ma anche “distributori” sull’intera rete territoriale.

“Ancora una volta si confermano da un lato l’estrema generosità dei cittadini valdostani e, dall’altro, la capacità del mondo associativo di dare risposte mirate e certe alle difficoltà emergenti, anche in periodi, come il Natale, da sempre considerato un momento di serenità e di autentica gioia per i più piccoli”, spiega Claudio Latino, Presidente del CSV. “In questa fase la presenza delle nostre Associazioni è stata più marcata rispetto al passato, assumendo così un ruolo di assolute protagoniste dell’iniziativa”.

In totale sono state coinvolte 16 associazioni (Croce Rossa Aosta, Croce Rossa Saint-Vincent, Verrès per tutti, Châtillon siamo noi, Slow Food, Oratorio Frère Gilles, Oratorio Giovanni Paolo II, Uniendo Raices, Intipa Churin, Caritas parrocchiale Nus/Fenis/St-Marcel, Opera Omnia, Lega islamica, Life Share, AVVC, AVIS Gressan, ADB Gignod), più la Cooperativa Indaco e l’Emporio Quotidiamo, ed è giunto il sostegno anche da parte del Comune di Verrès e del Dipartimento politiche del lavoro e della formazione della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Proprio le associazioni sono state il valore aggiunto dell’edizione di quest’anno e, nel loro racconto, si capisce l’utilità e la forza di coinvolgere in maniera così attiva servizi radicati sul territorio nell’individuazione diretta delle famiglie più bisognose. Tutte, infatti, hanno dichiarato di aver raggiunto i nuclei già in carico all’associazione o di averli individuati mediante i servizi sociali o altri enti coinvolti, dalla polizia penitenziaria agli educatori, dalle istituzioni scolastiche alle amministrazioni comunali.

L’importanza del territorio è sottolineata anche da Ronny Borbey, Sindaco di Charvensod e membro del Consiglio di Amministrazione del Celva: “In un momento delicato come quello attuale è ancor più importante, anche per gli Enti locali, valorizzare le iniziative di solidarietà, volontariato e attenzione al prossimo e la risposta dei valdostani al “giocattolo sospeso” testimonia la grande sensibilità del territorio. In futuro, quando le condizioni lo consentiranno e sarà possibile tornare ai giochi “in presenza”, ci auguriamo di poter condividere con tutti gli attori coinvolti ulteriori iniziative, come una “festa del gioco spontaneo”, che possano consentirci di riscoprire la dimensione di aggregazione e di comunità”.

Era possibile acquistare i giocattoli e lasciarli negli appositi scatoloni di diversi negozi: “Siamo contenti di aver partecipato con convinzione anche quest’anno come partner a questa iniziativa, che ha coinvolto 34 esercizi commerciali tra librerie, cartolibrerie, negozi di giocattoli, ipermercati e tabaccherie”, ha commentato Clara Acerbi, referente per l’Associazione ALI. “Ci auguriamo che il progetto non solo continui negli anni, ma possa crescere sempre di più sia in termini di partecipazione della popolazione che di coinvolgimento dei negozi”.

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