Il tema ha messo intorno al tavolo diverse esperienze, da quelle regionali dei comuni di La Thuile, Gressoney-Saint-Jean, Cogne e Courmayeur, a quelli di altre territori delle Alpi quali Belluno, Trento e Chamonix. Ne è emerso un quadro variegato che ha comunque avuto quale fil rouge la considerazione di questi luoghi dedicati alla prima infanzia come di spazi fondamentali per la costruzione della comunità locale. L’Asilo nido, infatti, rimane uno dei tasselli fondamentali per la costruzione di una comunità locale e del suo capitale sociale, fatto di relazioni e bisogni, ed è un luogo dove esiste una rete sinergica tra amministrazioni pubbliche, realtà del territorio, famiglie e operatori socio-educativi. Dove esistono strutture efficienti e di qualità per la prima infanzia e di sostegno alla famiglia si assiste, infine, ad un aumento demografico della popolazione. A sottolineare l’importanza delle strutture della prima infanzia è stato in prima battuta l’assessore regionale alla Sanità, salute e Politiche sociale Albert Lanièce “Le famiglie restano nei territori grazie all’efficienza e alla qualità dei servizi alla prima infanzia – ha evidenziato l’assessore – Oggi in Valle abbiamo 985 posti negli asili nido, nel 2010 toccheremo quota 1020 raggiungendo così quel 33% di copertura del territorio richiesto dal trattato di Lisbona”. Lanièce ha inoltre anticipato che l’Amministrazione regionale è al lavoro su un disegno di legge che omogeneizzerà le tariffe a carico delle famiglie per l’accesso agli asili nido “una rivalutazione su base reddituale per una compartecipazione più equilibrata delle famiglie stesse”.
Tra i tanti argomenti sviluppati da Paola De Cesari, presidente del Consorzio Luoghi per Crescere, che in Italia conta circa 400 realtà socie sparse sul territorio, quello legato all’innovazione: “Ci vogliono elementi di qualità comuni tra enti pubblici e cooperative. E’ importante la capacità di innovazione e lo sforzo che la cooperazione deve fare in territori di montagna a spiccata vocazione turistica. La cooperazione deve spingere le famiglie ad andare verso “luoghi scelti”, quali sono i nidi, cioè luoghi di relazioni che noi scegliamo perché sappiamo che aiuteranno i nostri figli a diventare sé stessi”. E nel riprendere il concetto di sostenibilità lanciato dal presidente del Cpel, De Cesari ha aggiunto “sono necessari oggi nuovi modelli di gestione che sappiamo rimanere fortemente legati all’identità dei territorio. La creatività va dunque sviluppata nel dar vita a modelli di gestione che sappiamo coinvolgere anche le famiglie e farle diventare risorsa”.
A chiudere la giornata sono state le riflessioni sulla trasformazione della famiglia, di Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo della Diocesi di Aosta: “La famiglia non spreca le risorse del pubblico, è galantuomo, e gli asili nido sono dunque luoghi importanti per creare e aiutare le famiglie che hanno bisogno di luoghi di aggregazione e confronto. In ogni caso la parola chiave per il futuro è “alleanza”, la sinergia tra più realtà e la famiglia stessa”. Paola Vacchina, Vicepresidente nazionale delle Acli, ha posto l’attenzione intorno ai servizi che mettono al centro gli eventi principali della vita, tra i quali appunto la nascita e la crescita dei figli, ed ha richiamato quanto espresso da Papa Benedetto XVI “Bisogna pensare ad uno sviluppo umano integrale, insieme economico e sociale, politico e culturale, richiamando così una questione di giustizia e di bene comune”. “I nidi sono luoghi vivi – ha concluso – luoghi di costruzione della comunità locale”.
Al termine dei lavori è stata inaugurata la mostra fotografica “La crèche Cécile Léonard: dieci anni di servizio per le famiglie”, allestita in Piazza Brocherel a Courmayeur, che ripercorre i tanti ricordi e momenti salienti della struttura per l’infanzia aperta nel 1999 e gestita dalla cooperativa sociale “La sorgente”. La mostra sarà visitabile fino al 29 novembre 2009.


