Dal Gran Neyron al Forte di Bard: il bivacco Sberna simbolo del cambiamento climatico

Il Bivacco, donato al Forte di Bard, verrà posizionato nel polo culturale valdostano come testimonianza del cambiamento climatico sulle aree glaciali.
bivacco Sberna
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Senza più ghiaccio e con terra e rocce in continua erosione, per il Bivacco Sberna è arrivata la chiusura nel 2019 e ora la discesa definitiva a valle. La decisione sulla struttura, posizionata sul colle est del Gran Neyron, sulle pendici dell’Herbetet a 3414 metri, all’interno del Parco Nazionale Gran Paradiso, è stata presa dal Cai Firenze.

Il Bivacco, donato al Forte di Bard, verrà posizionato nel polo culturale valdostano per andare tra l’altro ad arricchire  i percorsi espositivi in corso legati al progetto Save the glacier.

“Siamo grati al Cai Firenze per questo dono – commenta la presidente del Forte di Bard, Ornella Badery -. Il Forte di Bard da anni è impegnato in prima linea in attività di ricerca e divulgazione delle conseguenze provocate dal cambiamento climatico sulle aree glaciali. Quanto avvenuto al bivacco Sberna è l’ennesima drammatica testimonianza di questo fenomeno e rappresenta purtroppo un ulteriore emblematico campanello d’allarme”.

Nelle prossime settimane il bivacco sarà collocato al Forte di Bard: “Ne racconteremo la storia, dalle origini sino alla sua attuale mutata funzione, una testimonianza delle conseguenze della riduzione dei nostri ghiacciai” conclude Ornella Badery.

“Anche se con un po’ di tristezza per quello che il bivacco ha rappresentato per la nostra Sezione e per tutti gli alpinisti che, lì, hanno trovato rifugio da oltre 70 anni – aggiunge il presidente del Cai Firenze, Luigi Bardelli – ringraziamo sentitamente il Forte di Bard e la sua Presidente, Ornella Badery, per l’opportunità di una nuova vita concessa a questa storica struttura d’alta quota, costruita nel 1950 da alcuni nostri Soci, con il contributo degli Alpini del Battaglione Aosta”.

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