Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 20 Luglio 2020 17:59

Discarica di Chalamy, consegnate in Regione le 13mila firme contrarie all’impianto

Aosta - “A tutti i consiglieri regionali – scrive il Comitato “La Valle non è una Discarica” – ricordiamo che il loro dovere è sostenere il bene comune e non gli interessi di pochi privati". Nel frattempo, è partita una campagna di raccolta fondi per sostenere un’azione giudiziaria per chiudere definitivamente l’impianto.

Scavo per la discarica Chalamy a IssogneScavo per la discarica Chalamy a Issogne

Sono state consegnate oggi alla Presidente del Consiglio regionale Emily Rini le oltre 13mila firme di cittadini valdostani contrari alla messa in esercizio della discarica di Chalamy.

“A tutti i consiglieri regionali di qualsiasi schieramento e orientamento – scrive il Comitato “La Valle non è una Discarica” – ricordiamo che il loro dovere è sostenere il bene comune e non gli interessi di pochi privati. Nel frattempo, abbiamo dato avvio alla campagna di raccolta fondi per sostenere un’azione giudiziaria volta a chiudere definitivamente l’impianto in oggetto”.

“La nostra intenzione – ha spiegato il presidente del Comitato Elvis Francisco – è quella di ricorrere al Tar per capire se la licenza data sia legittima. La legge regionale 3 vieta i lavori finalizzati alla gestione di rifiuti speciali non pericolosi, ad eccezione di quelli appartenenti alla tabella 1 art.5 D.M. 27/9/2010. Lo scopo delle due leggi è di disincentivare la realizzazione e l’utilizzo delle discariche per conferire rifiuti provenienti da altre regioni. Noi invece mettiamo in discussione proprio la presenza della discarica”.

“Abbiamo inviato una lettera sia al Ministro degli affari regionali, On. Boccia, sia al Ministro dell’ambiente On. Costa – prosegue la nota del Comitato –, nella quale mettiamo in luce le peculiarità del territorio in cui si trova la discarica di Chalamy. Riteniamo inconcepibile colmare di rifiuti una voragine che si trova stretta da un lato dal torrente, da cui dista meno di 200 m e dall’altro dalla Dora, distante 700 m. Il fondo alveo del primo ha quota superiore di 50 m rispetto a quello della discarica. Il dislivello con il fondo della Dora è superiore di soli 2 m. Ripeteremo all’infinito che ci troviamo in una zona vincolata idrogeologicamente nel modo più severo previsto dalle leggi vigenti. Ci pare inverosimile che possa essere stata concessionata senza una modellazione del flusso delle acque sotterranee e senza uno studio idrologico ed idraulico del bacino del torrente Chalamy che tenga conto anche dei rischi di potenziali colate detritiche”.

Sul potenziale ricorso – seguito dall’avvocato Pietro Floris del foro di Torino – il Comitato spiega: “Perché nell’ambito della valutazione della pericolosità per colate detritiche dei bacini regionali non è stato incluso quello del torrente Chalamy? In data 22 maggio di quest’anno abbiamo ricevuto gli atti per la discarica di Chalamy, in seguito alla nostra richiesta datata 19 novembre 2019. Ebbene proprio dall’esame di essi ci pare doveroso avviare un’azione giudiziaria al fine chiarire se la procedura si è svolta nel rispetto delle leggi e se siano stati acquisiti tutti gli elementi tecnici indispensabili al rilascio della concessione”.

Ricorso possibile – il Comitato aspetta lumi dal proprio avvocato – sul quale la Regione è pronta a rispondere con un controricorso.

“Venerdì scorso ho appreso della richiesta di incontro per la consegna delle firme e oggi abbiamo ricevuto la delegazione – spiega invece la Presidente Emily Rini in una nota, ringraziata peraltro dal Comitato per la disponibilità -. Spiace che siano sorte polemiche sulla richiesta di incontro: la Presidenza del Consiglio ha sempre dato riscontro alle richieste pervenute e, in questa occasione, data anche la delicatezza della questione abbiamo cercato di rispondere prontamente“.

L’Assessore Chatrian: “Abbiamo modificato la legge e revocato l’autorizzazione del 2014”

“A fine 2019 abbiamo più volte incontrato il Comitato – spiega l’Assessore all’Ambiente Albert Chatrian –, che sollevava diverse preoccupazioni. Appena ne abbiamo avuto la possibilità abbiamo modificato la legge, anche perché l’autorizzazione è del 2014, e ne abbiamo dato subito attuazione”.

Non solo: “Oggi stando alla legge vigente – prosegue Chatrian –, a Chalamy non si potranno depositare rifiuti speciali e pericolosi e a marzo c’è stata la revoca dell’autorizzazione del 2014. La volontà del Consiglio e del Governo regionale è stata quello di modificare le regole del gioco e ad oggi l’autorizzazione è revocata: non c’è e non ci sarà nessun rifiuto speciale né rifiuti pericolosi a Chalamy”.

A destra, Elvis Francisco, presidente del comitato “La Valle non è una Discarica”
Martino Dublanc e Elvis Francisco, presidente del comitato “La Valle non è una Discarica”

 

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