È della scorsa estate il riconoscimento del Marché Vert Noël come unico mercatino italiano tra i dodici di eccellenza in Europa. Al termine dell’edizione di quest’anno, inaugurata il 23 novembre 2025 e chiusasi il 6 gennaio 2026, i primi bilanci confermano ancora una volta il successo dell’iniziativa.
Sono almeno due i punti su cui gli operatori sembrano d’accordo. Il primo è il picco di affluenza, che ha coinciso per tutti con il weekend lungo dell’Immacolata. Tra il 6 e l’8 dicembre, infatti, la quantità di persone concentrate nel centro di Aosta non aveva nulla da invidiare a quella che si registra normalmente durante la Fiera di Sant’Orso. Sulla location, poi, l’opinione generale degli operatori conferma la promozione di piazza Chanoux come postazione ideale per raggiungere più facilmente non solo i turisti, ma anche i locali di passaggio.

“Era da anni che valutavamo se esporre al Marché”, racconta Dorothy di Rouge et vert, “e pensavamo che se fosse stato anche quest’anno in piazza, l’avremmo fatto. Ora forse stanno pensando di tornare a organizzarlo nell’Anfiteatro romano. Sicuramente è una location bellissima, ma, nel caso, bisognerebbe indicarla meglio”. A rimpiangere la location dell’Anfiteatro è perlopiù qualche cittadino che deve farsi largo ogni giorno tra i turisti e gli chalet per andare a casa o al lavoro, oppure chi era particolarmente affezionato alla suggestività del luogo. Come Mariella, che abita ad Aosta e una volta esponeva al Marché i suoi tessuti. “Facevo il Marché quando era in piazza Caveri e poi all’Anfiteatro. Per me quella era la location migliore, ma sento dire che qui in piazza Chanoux le cose vanno molto bene”.
Sono numerosi gli chalet condivisi tra più attività, per la scelta di alcuni operatori di ammortizzare i costi. “Questo è il nostro primo anno e abbiamo deciso di vedere come va”, spiega Dorothy di Rouge et vert, che condivide lo chalet con l’azienda Maisacolì di Hône. “Tireremo le somme alla fine, ma penso che torneremo: non avendo ancora un punto vendita, questa è una buona vetrina anche per pubblicizzare l’azienda”.

Una scelta simile è stata fatta nello chalet Objet de curiosité, che unisce i prodotti tessili di DeivAosta alle ceramiche di Bianca And The Wild Child. “Il bilancio è positivo e gli incassi penso siano simili a quelli dell’anno scorso”, racconta Davide Pascale, che vende i suoi prodotti perlopiù online e sfrutta i mercatini come vetrina per farsi conoscere. “Quest’anno l’affluenza è stata a ondate e il minimo forse si è registrato nei giorni prima di Natale. All’inizio c’erano perlopiù clienti italiani, valdostani e non. I Francesi sono arrivati tardi, perlopiù durante le vacanze, anche perché il Tunnel del Bianco era chiuso”.
Se i Francesi sono arrivati perlopiù nelle ultime settimane, la recente tragedia di Crans Montana ha forse diminuito l’afflusso di turisti svizzeri. E quelli che si incrociano nel Marché faticano a vivere le vacanze con la serenità che di solito allieta il periodo di Natale. “Veniamo ad Aosta due o tre volte l’anno”, raccontano Raphaël e Sarah, “ma quest’anno è diverso dal solito. Viviamo a 50 chilometri da Crans Montana e per noi è stata una tragedia. In tutto il mondo se ne sta parlando: ieri sera allo stadio di Napoli hanno fatto un minuto di silenzio e anche a Madrid. Ora abbiamo meno voglia di postare storie su Instagram e mostrare che a Capodanno facevamo festa, perché viene subito da pensare alle famiglie delle vittime”.

Ormai un punto di riferimento, assieme alla Fiera di Sant’Orso, per i vicini svizzeri e francesi, il Marché Vert Noël negli ultimi anni raggiunge un pubblico sempre più ampio di turisti, anche grazie a un’oculata pubblicità sui social. In un tempo in cui scegliere come destinazione una città per i suoi mercatini natalizi sta diventando un vero e proprio trend. C’è anche chi, però, non ne sapeva nulla, come Luca, che sorseggia un bicchiere di vin brûlé e si gode con la sua famiglia le ultime ore di vacanza, prima di rimettersi in macchina per Campobasso. “Siamo di passaggio, di ritorno da Chamonix, dove siamo stati qualche giorno in vacanza. Per fortuna non c’era tanta coda per il Tunnel, quindi siamo riusciti a fare tappa ad Aosta. Non sapevamo dell’esistenza dei mercatini, ma è stata una piacevole sorpresa e un’occasione per tornare”.

Mentre gli espositori che gestiscono da soli il proprio chalet si sfregano le mani o bevono qualcosa di caldo per combattere il freddo, nella tradizionale postazione dell’Associazione Nazionale Alpini, i volontari di turno si mettono in posa per una foto e accolgono chi fa un’offerta per un bicchiere di succo di mela o di vin brûlé. Quest’anno, il ricavato andrà in beneficienza per il Banco alimentare e Casa Zaccheo. “L’anno scorso abbiamo raccolto 30 mila euro”, racconta Diego, “e anche quest’anno, da quello che dicono gli altri gruppi di volontari, la raccolta procede bene”. Per loro e per altri operatori, l’appuntamento è alla Fiera di Sant’Orso: un’altra occasione non solo per esporre ma, come spiega Diego, “anche per passare un po’ di tempo in compagnia”.

3 risposte
Ok.
Lo dica alle associazioni di categoria, allora, che lo reputano tra i migliori in Europa.
Vada in Trentino, campione!
tristissimo questo mercatino, imparate dal Trentino Alto Adige! Un turista
Anfiteatro? Si deve parlare di Teatro romano! Sono due luoghi diversi! E l’anfiteatro non è mai stato portato alla luce (difatti è in parte inglobato nel convento delle suore)
né aperto al pubblico.