E’ morta Ida Desandré, testimone della deportazione

Ida Desandré aveva 96 anni. Durante la seconda guerra mondiale era stata deportata a Ravensbruck e infine a Bergen Belsen.
Ida Desandré
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Se ne va una delle ultime testimoni valdostane della guerra di liberazione. E’ mancata all’ospedale Parini di Aosta, dove era ricoverata da qualche giorno, Ida Desandré. Aveva 96 anni.

Nata ad Aosta nell’ottobre del 1922, la donna era stata arrestata assieme al marito nel luglio 1944, per essere poi deportata prima a Ravensbruck e infine a Bergen Belsen. Nel 15 aprile 1945 fu liberata dalle truppe inglesi il 15 aprile 1945, mentre il marito è stato inviato a Lipsia. Entrambi sopravvissero alla deportazione.

Per decenni Ida Desandré, partigiana sopravvissuta alla drammatica esperienza dei campi di concentramento, ha lavorato incessantemente per tenere viva la memoria sugli orrori del regime nazista. Ha portato la sua testimonianza in numerosi eventi, molti dei quali rivolti agli studenti, oltre ad affidare i suoi ricordi alle pagine di due libri.

Ida Desandré lascia i figli Roberto e Lorenzo Contardo.

Il Cordoglio delle istituzioni

Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, a nome del Governo della Regione, esprime il più profondo cordoglio per la morte di Ida Desandré, Chevalier de l’Autonomie nel 2007.

“Ida Desandré rappresentava una vera e propria testimonianza della guerra e di tutte le ingiustizie e i soprusi che sempre la accompagnano. Una donna che senza esitazione partecipò, insieme al marito Giovanni Contardo, alla Resistenza, e per questo motivo, una volta catturata, conobbe il dramma dei campi di concentramento, Ravensbrück, poi Salzgitte e infine Bergen Belsen, dove fu liberata il 15 aprile 1945.  – scrive Fosson in una nota – E forse, il grande merito di Ida iniziò proprio dal momento in cui cominciò a raccontare la sua storia e a testimoniare la sua deportazione davanti a tanti studenti delle scuole, a tanti cittadini valdostani. Nel 1976 rilasciò la sua prima intervista. Da allora, molte sono state le sue testimonianze e Ida è diventata per tutti noi un grande e prezioso esempio, una voce di coraggio e di rigore morale, ma anche di speranza. Un riconoscimento che la Valle d’Aosta ha voluto rimarcare nel 2007 riconoscendole l’onorificenza di Chevalier de l’Autonomie”.

A ricordare in Consiglio Valle Ida è stata anche la Presidente Emily Rini, facendo osservare anche un minuto di silenzio. “Une femme courageuse et forte, qui a fait du dialogue entre les générations sa raison de vivre. Afin de ne jamais oublier”.

Ad unirsi al cordoglio per la morta di Desandrè anche l’Anpi che con la presidente Aosta-Alta Valle, Erika Guichardaz, ricorda: “come questa piccola e fragile donna all’apparenza fosse invece una vera combattente. Ida ha portato anche fuori dalla Valle d’Aosta la sua testimonianza e pochi mesi fa (nell’ultima intervista che abbiamo fatto insieme ad alcune giovani donne) con lucidità ha nuovamente raccontato la sua vita con semplicità e umanità, invitando tutte noi a non abbassare mai la guardia e a vigilare contro nuove e riemergenti insidie.”

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