Per gli appassionati delle batailles e per chi ancora non conosce questa tradizione valdostana, agosto riporterà le reines al centro dell’estate.
Il calendario del 69ème Concours Régional Batailles de Reines, presentato oggi al Café Palais Ansermin di Aosta, quest’estate torna a fare capolino nelle vallate, per avvicinarsi agli alpeggi dove stanno bivaccando molte delle reines. Una scelta storica, nata dall’esigenza di andare incontro alla stagionalità dell’alpeggio, ma anche per allargare il pubblico oltre il circuito degli adepti.
Dopo il consueto periodo di stop di giugno e luglio, il calendario riparte domenica 2 agosto nel vallone di Vertosan, ad Avise. “Battaglia storica per antonomasia”, racconta François Domaine, narratore delle batailles anche sul nostro giornale, “documentata sin dal 1585”.
Seguirà domenica 9 agosto la battaglia organizzata dal comitato di Valtournenche, che dal 2008 punta sulla meta turistica di Breuil-Cervinia per ospitare una delle eliminatorie regionali.
Domenica 16 agosto ci si sposterà in una località meno turistica, a Champillon, negli alpeggi di Doues, un comune dedito alla zootecnia e all’allevamento di bovine di razza castana.
Protagonista del penultimo appuntamento, domenica 23 agosto, sarà il comune di Ayas, che da anni chiedeva di ospitare un’eliminatoria e quest’anno vedrà per la prima volta una bataille ai piedi del Monte Rosa, negli alpeggi caratterizzati dall’allevamento storico delle pezzate rosse.
Infine, il 30 agosto ci sarà l’ultima bataille ad Arnad, in concomitanza della celebre Féhta dou Lar.
Durante i cinque appuntamenti estivi, saranno selezionate le migliori bovine, che si contenderanno l’ambito titolo di ‘Regina’ nella Finale Regionale in programma il 24 e 25 ottobre all’Arena Croix-Noire di Aosta.

Una tradizione di quasi 70 anni
Attualmente sono 42 i comitati locali che fanno parte dell’Association Régionale Amis des Batailles de Reines. Tra questi, gli ultimi entrati in ordine di tempo sono quello di Saint-Pierre e Saint-Nicolas, di Ayas, Torgnon, Chambave, Champorcher e Morgex.
Quella di quest’anno è la 69esima edizione del Concours, tradizione che ha accompagnato la storia della stessa Valle d’Aosta. “Risalgono al 1904 le prime testimonianze di battaglie organizzate a Champillon”, racconta il presidente dell’Association Roberto Bonin, ripercorrendo questa storia.
“Dopo una breve ripresa tra le due guerre nel 1924, nel 1947 si organizzò una battaglia in concomitanza con la finale di fiolet, come grande segno di ripresa e di slancio nel dopoguerra. Nel 1957 si tennero varie battaglie, fino alla costituzione del primo circuito ufficiale nel 1958 e la nascita dell’Association nel 1982”.
I protagonisti di questa storia, gli allevatori e gli Amis des Batailles, attraverso questi eventi vogliono trasmettere anzitutto la pagina di cultura valdostana che c’è dietro. “L’attitudine a combattere è innata nelle nostre bovine. È qualcosa che non è forzato e che diventa, nei concorsi, un modo per far trasparire il legame tra la bovina e tutto l’entourage”, racconta Bonin.
“Attorno alle reines c’è il lavoro dei custodi del territorio, che da generazioni si impegnano a mantenere il patrimonio valdostano. Vedere tutti i volontari impegnarsi in modo gratuito e nuovi giovani essere coinvolti in questo senso è una speranza per dare un futuro all’associazione”.

Una storia che punta al futuro
Proprio per garantire un futuro alle batailles, negli ultimi anni l’Association ha rafforzato la propria presenza digitale, aprendo canali su Instagram, Facebook e YouTube.
L’obiettivo, spiega il curatore Bernard Usel, è raccontare non soltanto le battaglie, ma anche “la passione e il lavoro che ci sono attorno, mostrando i volti e le storie di chi prepara e accompagna le bovine nell’arena”.
Ulteriore innovazione è quella delle iscrizioni online che, come ricorda Bonin, “consente agli organizzatori di sapere in anticipo quante bovine parteciperanno e di facilitare quindi la logistica e la preparazione del campo”.
Le difficoltà degli ultimi anni
Se nuovo sostegno arriva anche dai sempre più numerosi sponsor pubblicitari, tante però sono le problematiche che, ogni anno, minacciano una manifestazione fortemente condizionata dalla stagionalità.
Quella delle batailles, infatti, è anche una storia accidentata, come ha ricordato Bonin. “Nel 2020, nonostante il covid, siamo state tra le poche associazioni a organizzare comunque degli eventi, nel massimo della serietà e nel rispetto delle normative”.
Se nel 2021 la stagione primaverile è saltata per la nuova ondata pandemica, nel 2024 è stata la blue tongue a condizionare parte del calendario. L’anno scorso, invece, la dermatite nodulare ha compromesso proprio la stagione estiva.
“Non è facile dare continuità a una manifestazione del genere, quando abbiamo sempre una spada di Damocle sul collo”, conclude Bonin. Assume ancora più valore, in un simile contesto, l’impegno dell’Association nel garantire gli appuntamenti di quest’estate, nonostante la nuova minaccia della siccità che sta mettendo sempre più in difficoltà gli allevatori valdostani.
Se peraltro il numero delle aziende zootecniche in Valle d’Aosta nel tempo è diminuito, la storia delle batailles è però tutt’altro che lontana dalla sua ultima pagina.
“Nel nostro libro pubblicato per il 60esimo anniversario c’è scritto che ogni giorno parliamo di vacche e non abbiamo ancora detto tutto”, conclude Bonin. Il grande appuntamento dell’anno prossimo, quando si celebreranno i 70 anni del Concours, sarà un’ulteriore opportunità per raccontare questa storia.

