Società di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 24 Dicembre 2020 9:37

“È un impegno civile”: parola di medico che verrà vaccinato contro il Covid

Aosta - Abbiamo parlato con Monica Meucci, il rianimatore dell’ospedale “Parini” che, il prossimo 27 dicembre, riceverà per prima la dose del farmaco sviluppato dalla Pfizer per arrestare la pandemia da nuovo Coronavirus.

Monica MeucciLa dottoressa Monica Meucci.

“È un impegno civile, quasi”. Non usa mezzi termini la dottoressa Monica Meucci, medico rianimatore al “Parini” che sarà vaccinata per prima contro il nuovo Coronavirus in Valle d’Aosta in occasione del “Vaccine Day” europeo del prossimo 27 dicembre (assieme ad altri 20 colleghi tra medici, inferimieri ed Oss), per spiegare i motivi che l’hanno condotta a scegliere convintamente di ricevere il farmaco in grado di segnare una svolta nella pandemia abbattutasi sul mondo dalla fine del 2019.

“Le motivazioni sono tante, – spiega Meucci, a cui è giunta la conferma della somministrazione la settimana scorsa, dopo la disponibilità data in passato – a partire dal salvaguardare me e chi mi sta vicino, come mia madre e mio figlio. Il vaccino è uno dei modi per contenere la diffusione del virus e sono convinta che quando qualcuno vive in una società non deve pensare solo a sé stesso, ma anche agli altri. Altrimenti, tanto vale andare a fare l’eremita da qualche parte…”.

I numeri delle adesioni alla campagna vaccinale (che dopo la somministrazione, di carattere sostanzialmente simbolico, di questo mese, riprenderanno su più vasta scala da metà gennaio 2021) però, non sembrano indicare un granitico radicamento di questa convinzione. “Timori ce ne sono. – sottolinea la dottoressa – È forse un po’ presto perché scompaiano. Mio figlio stesso, che ha 10 anni, mi ha chiesto se non sarebbe meglio aspettare ancora un po’ a farlo. E se ne ha lui, dall’approccio estremamente pratico alla vita, si possono capire quelli di altri, per quanto ‘no vax’ e negazionisti esistano. Penso che serva ancora informazione”.

Le non banali modalità di preparazione delle vaccinazioni hanno fatto registrare, nelle ultime ore, anche possibili criticità sull’iter di somministrazione del farmaco sviluppato dalla Pfizer (la procedura di scongelamento, dopo la conservazione nei freezer arrivati in queste ore al presidio ospedaliero del capoluogo deve essere seguita da manipolazioni e diluizioni delle fiale, ndr). Questo aspetto, però, non è tra quelli che, secondo la dottoressa, si ripercuoteranno negativamente sullo sviluppo della campagna. “Non è l’unico farmaco con preparazione complessa”, osserva.

La variabile cruciale per la riuscita dell’intera operazione è (e resta) il livello di adesione alla campagna vaccinale . “Adesso siamo agli albori – aggiunge Meucci, che è anche stata coordinatore regionale per la donazione di organi e tessuti – Spero che (la somministrazione del 27, ndr.) possa servire da esempio ed auspico un’alta adesione. Non sono una virologa, né un’infettivologa, ma un rianimatore e ho visto gli effetti devastanti che questa malattia può avere, non solo sui pazienti a livello fisico, ma anche sulle loro famiglie. Per questo spero che si raggiunga un’elevata adesione”. Una speranza, non è difficile immaginarlo, condivisa anche da tante persone che non indossano un camice e che da quasi dodici mesi vivono un incubo collettivo.

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9 commenti su ““È un impegno civile”: parola di medico che verrà vaccinato contro il Covid”

  • Brava Dottoressa, grazie per questa sua manifestazione di fiducia e per la sua sensibilità.
    In questi giorni ho sentito e letto le cose più disparate da parte di operatori sanitari, che senza mezzi termini esprimevano i loro dubbi circa questa campagna vaccinale: li invito a ponderare bene le loro esternazioni. Noi, gente comune, ascoltiamo con attenzione quanto dicono medici e infermieri, direttamente a contatto con questa e altre realtà.
    Se vediamo che loro per primi hanno dubbi o non hanno fiducia, cosa dovremmo pensare noi, “gente della strada”?

    Grazie, buone feste e buon lavoro a tutti voi!

        • Ne parlavano Der Spiegel e altre testate tedesche qualche giorno fa. Certo che se lei si limita ad abboccare alla stampa italiana…
          Si faccia un giro sulla stampa francese, tedesca, inglese. Vedrà che lì la gente ragiona ancora con la propria testa e non perché viene “imboccata”.

  • malattia sicuramente che esiste che ha degli effetti gravi su alcuni ma sulla stragrande maggioranza poco o niente…volete vaccinarvi fatelo ….e considerato che le dosi scarseggeranno vi lascio la mia…buona vita

  • Tutto un castello di carte ben orchestrato per far guadagnare le multinazionali dei farmaci. Una campagna di persuasione studiata a tavolino ben prima della pandemia. Lascio anch’io la mia dose a qualche persona bisognosa. Ma noi non ci caschiamo !

  • Articoli come questo abbondano… Significa una sola cosa: la gente ha mangiato la foglia e non si vaccinerà ! E questi corrono ai ripari alzando i numeri per creare paura e facendo finta di accogliere a braccia aperte le siringhe con la porzione magica !!! Buffoni !!!

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