Società di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 29 Maggio 2020 12:36

I dipendenti delle clinica “Dahu” di Brusson dichiarano lo stato di agitazione

Brusson - Ad annunciarlo Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uiltucs e Savt Terziario e Servizi. La causa è il mancato pagamento della Retribuzione integrativa regionale sul cedolino di gennaio 2020.

La residenza "Dahu" di Brusson (foto da Facebook).

Per il personale dipendente della cooperativa sociale Codess, ente gestore presso la Casa per la salute della Mente Dahu di Brusson è stato proclamato lo stato di agitazione.

Ad annunciarlo Fp CgilCisl FpUil FplUiltucs e Savt Terziario e Servizi, e la causa è il mancato pagamento della Retribuzione integrativa regionale sul cedolino di gennaio 2020, che ha visto la cooperativa – scrivono i sindacati – diffidata (attraverso una nota PEC del 21 febbraio).

I fatti finora

Le parti sociali spiegano: “Con accordo tra le parti del 20 giugno 2014, Codess riconosce che vi è un accordo di retribuzione integrativa regionale, desumibile, oltre che dal contratto tra le Organizzazioni Sindacali e le centrali Cooperative Valdostane del 29 gennaio 2009, anche dalla normativa regionale vigente e dal contratto con l’Usl Valle d’Aosta, contraente unico dei servizi erogati in struttura. In tale contesto Codess riconosce gli arretrati di quanto sino ad allora non è stato erogato”.

Il problema, però, è che “non risulta alle Scriventi che vi sia stata una variazione dei termini economici contrattuali con l’Usl Valle d’Aosta, anzi ci risulta un aumento. I sindacati comunicano allora che in caso di mancata soluzione del contenzioso, interpelleranno le autorità competenti per constatare le eventuali inadempienze contrattuali del Gestore”.

Da qui si arriva al 21 febbraio 2020, giorno nel quale, con una nota, le Organizzazioni Sindacali diffidano Codess agli immediati adempimenti, cui segue nota della stessa in data 26 febbraio, che costituisce questione giuridicamente e contrattualmente irrilevante, rispetto le istanze condotte dai Sindacati di Categoria. I sindacati procedono – spiegano ancora –, convocando un’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici. È il 28 febbraio 2020, giorno in cui viene proclamato lo stato di agitazione all’unanimità, sottoscritto anche da tutti gli operatori che non hanno potuto presenziare all’assemblea.

Poi arriva l’emergenza Covid 19, con le parti sociali a sospendere temporaneamente le procedure del contenzioso.

La lettera al pPrefetto e lo stato di agitazione

Sindacati di categoria che, in seguito, informano il Prefetto riguardo la proclamazione dello stato di agitazione – scrivono sempre Fp CgilCisl FpUil FplUiltucs e Savt Terziario e Servizi – promuovendo le clausole di raffreddamento, richiedendo poi di convocare le parti in causa, anche attraverso conference call, per cercare di ricomporre il contenzioso.

“In assenza di qualsivoglia volontà della controparte – chiude la nota –, i Sindacati eserciteranno tutte le loro prerogative, così come nelle previsioni di legge e contrattuali, preannunciando fin d’ora quindi, l’intenzione di porre in essere ogni azione utile alla tutela di tutti i lavoratori”.

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>