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Ultima modifica: 10 Ottobre 2020 11:00

I “Professori senza cattedra” scendono in piazza: “I precari vanno stabilizzati, non calpestati”

Aosta - Gli insegnanti precari chiedono alla Regione di prendere l’iniziativa e staccarsi dalle decisioni del Governo, soprattutto sul concorso straordinario per docenti aperto dal Ministero che, in epoca di pandemia, diventa un rischio troppo grosso.

Non sono molti – sono infatti una delegazione –, ma sono agguerriti. I “Professori senza cattedra” scendono in piazza, per un sit-in davanti a Palazzo regionale.

Chiedono a gran voce che qualcuno scenda ad ascoltarli, lanciano cori, chiamano la Sovrintendente Marina Fey, il Presidente Renzo Testolin e l’Assessora Chantal Certan. I loro cartelli – voce degli oltre 70 docenti precari delle scuole secondarie, sia di primo sia di secondo grado –, parlano chiaro: “VdA stabilizza i tuoi precari”, “I docenti precari vanno stabilizzati, non calpestati”, “Precario = docente usa e getta”, “Non andrà tutto bene”. Una scritta si chiede anche “Dov’è la nostra Autonomia?”.

Questione sulla quale gli insegnanti precari battono da tempo, chiedendo alla Regione di prendere l’iniziativa e di staccarsi dalle decisioni del Governo, soprattutto su un doppio problema: il concorso straordinario per docenti aperto dal Ministero che, in epoca di pandemia, diventa un rischio troppo grosso.

I Professori, uno ad uno al megafono, incalzano: “A livello regionale possiamo fare molto di più – spiegano –. Questo concorso è assurdo, è uno schiaffo in faccia alla categoria. Non dovremmo presentarci, perché durante una pandemia aprire la scuola per gli esterni è assurdo”.

I toni si fanno aspri: “Abbiamo chiesto anche ai presidi di essere qui ma non ci sono, siamo feccia – dicono ancora al megafono –, si dà la precedenza ad un concorso in piena emergenza, se necessario diffideremo l’Amministrazione regionale”. Un’Amministrazione che “non ha fatto nulla finora e continua a non fare nulla”.

“Ci siamo trovati con classi scoperte – attaccano ancora –, e sarà sempre peggio. Rimarremo con i ragazzi solo in classe e si punterà il dito contro gli insegnanti. I precari in quarantena devono mettersi in aspettativa. Questo governo dovrebbe ascoltare e fa finta di non sentire”.

Richiami che cadono nel vuoto, mentre i professori alzano la voce e insistono, occhi verso il palazzo: “Scendete”.

Nella tarda mattinati di martedì prossimo, intanto, i sindacati del comparto scuola sono convocati proprio a Palazzo. Sul tavolo, un confronto proprio riguardo il concorso.

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