Incontro tra l’assessore all’Ambiente Zublena e il Comitato Rifiuti Zero

Venerdì 23 gennaio il Comitato incontrerà l'Assessore al Territorio e ambiente della Valle d'Aosta, Manuela Zublena per presentare le prime 3300 firme relative alla petizione promossa dal Comitato stesso contro la costruzione dell'inceneritore in Valle.
Società
Continua la battaglia del Comitato Rifiuti Zero contro l’ipotesi della costruzione dell’inceneritore in Valle d’Aosta. Venerdì 23 gennaio alle ore 18 il Comitato incontrerà l’Assessore al Territorio e ambiente della Valle d’Aosta, Manuela Zublena per presentare le prime 3300 firme relative alla petizione promossa dal Comitato stesso contro la costruzione dell’inceneritore in Valle. “Nell’occasione – si legge in una nota del Comitato – saranno chieste informazioni in merito alle modalità e ai tempi che l'Amministrazione regionale intende attuare per la riduzione dei rifiuti, la raccolta della frazione organica, il passaggio da tassa a tariffa e la chiusura del ciclo dei rifiuti”. Il Comitato Rifiuti Zero presenterà inoltre le proposte alternative alla costruzione dell’inceneritore e chiederà “la creazione di un tavolo tecnico di studio sulla gestione dei rifiuti nell'ottica di una maggior condivisione delle scelte come affermato dall'Amministrazione regionale”.

Nella petizione inviata al Presidente del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e ai Consiglieri regionali in particolare viene chiesto all’Amministrazione regionale di “attivare tutti gli strumenti amministrativi e legislativi per ridurre la quantità di rifiuti prodotti sul territorio regionale; di aumentare la percentuale di raccolta differenziata in tutta la regione, con lo scopo di riciclare e recuperare i materiali attivando anche la raccolta separata della frazione “umida”; di non ricorrere all’incenerimento dei rifiuti urbani e di evitare la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta”

Sono diverse le motivazioni, da tempo evindenziate dal Comitato, che non giustificherebbero la costruzione di un inceneritore in Valle d’Aosta. In primo luogo, secondo i proponenti della petizione “i rifiuti prodotti in Valle d’Aosta sono insufficienti ad alimentare da soli un impianto  di incenerimento e risultati migliori rispetto all’incenerimento si possono ottenere diminuendo la  produzione dei rifiuti, aumentando la raccolta differenziata, con recupero reale dei  materiali, compresa la frazione organica, e ricorrendo ad impianti alternativi con  tecnologie innovative e più sostenibili per il contesto locale”. Sul fronte della salute pubblica il Comitato Rifiuti Zero evidenzia che “l’incenerimento dei rifiuti non è sostenibile nelle regioni alpine per ragioni sanitarie, morfologiche, ecologiche ed economiche, poiché: immette nell’ambiente numerose sostanze inquinanti e tossiche, alcune non ancora normate, come le nanoparticelle, ma di sospetta correlazione con l’insorgenza di malattie tumorali, la presenza del rilievo e di particolari condizioni meteo-climatiche locali ostacolano la  dispersione degli inquinanti, non elimina lo smaltimento in discarica, poiché necessita di siti dedicati per scorie e ceneri tossiche residue, consuma più energia rispetto a quella che si  risparmierebbe con riciclaggio e  compostaggio”.  

 

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