Intelligenze tipiche ed atipiche: il valore della differenza

0,6 persone su100 in Italia sono affette da autismo con un rapporto tra maschi e femmine di 4 a 1. 1 persona su 100 soffre di schizofrenia e il 2,5% della popolazione ha patologie psichiatriche gravi. Questi sono alcuni...
Società

0,6 persone su100 in Italia sono affette da autismo con un rapporto tra maschi e femmine di 4 a 1.
1 persona su 100 soffre di schizofrenia e il 2,5% della popolazione ha patologie psichiatriche gravi.
Questi sono alcuni dati presentati dalla dott.ssa Vittoria Cristoferi Realdon in occasione della prima conferenza del ciclo “La potenza della mente”, organizzata dall’associazione Diapsi Valle d’Aosta (difesa ammalati psichici) e dall’Ava (associazione valdostana autismo – Onlus) in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato della Valle d’Aosta e con il patrocinio del Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dell’Assessorato della Sanità, dal titolo “Intelligenze tipiche ed atipiche: il valore della differenza” svoltasi venerdì 5 marzo 2004 presso la biblioteca regionale di Aosta.

“L’autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo ? ha sottolineato la dott.ssa Cristoferi Realdon medico neuropsichiatra infantile, specializzata nei disturbi generalizzati dello sviluppo e dell’autismo – sono disturbi di tipo nerurologico, di origine biologica, che si rivelano precocemente e durano nel tempo.
Si può dire semplificando che c’ è un grave difetto di comunicazione soprattutto verbale. Molto importante è sapere che ormai la diagnosi precoce è possibile”.

L’intervento più efficace è al momento di tipo educativo, personalizzato, precoce, esteso e perdurante nel tempo, sempre ricalibrato con la famiglia.

Mentre l’autismo è una mente atipica di origine biologica la schizofrenia è una delle malattie mentali più gravi e insorge con una crisi che cambia il corso della vita.
La differenza sul piano dei trattamenti è che attualmente nell’autismo ci sono pochi farmaci utili, mentre nelle malattie mentali ci sono ormai delle risposte farmacologiche efficaci.
Ma, il farmaco non basta e il malato mentale e la sua famiglia si sentono soli, incompresi, fragili, confusi e troppo spesso giudicati. “Dare supporto sociale alla famiglia e alla persona con i problemi psichiatrici ? sottolinea la dott.ssa Cristoferi Realdon – è investire energie su di una strategia efficace. I nemici peggiori sono sempre l’isolamento e la solitudine. Ma importante è non perdere la speranza.”

Nella speranza di dare un contributo concreto alle famiglie, al Diapsi ha organizzato un primo corso per volontari. Sabato 27 marzo alle 16.30 in Biblioteca regionale il Presidente del Consiglio Ego Perron consegnerà, ai corsisti, gli attestati di frequenza. Seguirà alle ore 17 la seconda e ultima conferenza dal titolo “Sommes-nous maitres de notre destin?”.

Aosta, 9 marzo 2004
ss/38
Per informazioni stampa ? Agenzia Piùpress (Nathalie Grange ? 351 8673724)

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