Le disfunzioni del Palaindoor, tra polemiche roventi e gelide palestre

Il riscaldamento insufficiente e a singhiozzo, l'ascensore che non funziona, il bar ancora chiuso sono alcuni tra i problemi principali della struttura, messi in luce in questa fase di gestione provvisoria del Coni.
Un momento della conferenza stampa
Società
In un surreale bar fantasma, con il bancone ancora sigillato da fogli di cellophane, il delegato regionale del CONI Eddy Ottoz ha convocato una conferenza stampa per discutere dell’eterna vicenda del Palaindoor, e delle polemiche che hanno seguito la sua apertura.
In bar ancora chiuso, infatti, non è sicuramente la peggiore delle disfunzioni della struttura affidata in gestione sperimentale e provvisoria al Coni dal Comune di Aosta. “Il problema maggiore è quello dell’impianto di riscaldamento, poco funzionale” ha esordito Ottoz. “L’impianto è costituito da 22 sezioni autonome, pilotate da un unico computer, che, non di rado, va in panne. L’impossibilità di gestire manualmente il riscaldamento in caso di guasto o di anomalia, oltre che vari problemi del software e dell’impianto stesso rendono problematico il funzionamento del sistema. Un’altra difficoltà deriva dal fatto che per l’allenamento degli atleti la temperatura ideale è 16-18 gradi circa, a seconda della specialità, mentre gli anziani che fanno ginnastica, ad esempio, hanno bisogno di temperature superiori”.
L’impianto è gestito dalla medesima azienda che si occupa dell’impianto di riscaldamento del Palazzo regionale, ovvero la Siram, che però non effettua la manutenzione, a meno che non si tratti di sostituire pezzi di ricambio. Sono società differenti tra loro, legate da una serie di subappalti a catena, che hanno prodotto l’impianto, l’hanno installato, lo gestiscono e lo riparano in caso di guasto: una ripartizione di compiti che di fatto rende difficile l’individuazione delle responsabilità e soprattutto la rapida ricerca di soluzioni. Alcuni problemi, poi, sono oggetto di potenziale contenzioso tra la Regione e l’impresa costruttrice, e perciò non saranno sicuramente risolti in tempi brevi. E’ il caso dell’acqua calda sanitaria.
 
Anche l’ascensore, indispensabile in una struttura che deve garantire l’accesso a tutti, anziani e disabili compresi, non funziona. “Non è stata ancora trovata l’azienda abilitata alla manutenzione di questo specifico modello, e perciò l’ascensore non è utilizzabile” spiega Ottoz.“Le società sportive sono al corrente della situazione, ma sono forzate ad accettarla per via della mancanza cronica di palestre ad Aosta. Certo, poi, non risparmiano le lamentele”. La gestione sperimentale ha messo in evidenza anche altri problemi: la pessima qualità dei serramenti, la carente capacità di smaltimento delle grondaie, alcuni trafilaggi dai lucernari sul tetto.
 
L’agguerrito delegato CONI, intanto, loda l’operato della Regione, “senza la quale il Palaindoor non sarebbe stato ancora aperto” e punta il dito contro “il disinteresse finora manifestato dal Comune di Aosta”, che dovrebbe assumere la gestione della struttura una volta completato il secondo lotto dei lavori, che comprende i campi da tennis, la parete d'arrampicata sportiva coperta e il rifacimento della tribuna del campo d'atletica.  
 
La conferenza stampa si conclude con una visita nei sotterranei del Palaindoor. I pochi giornalisti rimasti scoprono un intero piano interrato, completamente vuoto, fatta eccezione per alcune attrezzature da ginnastica, appoggiate sul nudo cemento e coperte di polvere. “Il Comune – afferma Ottoz – non ha deciso che tipo di pavimentazione utilizzare, e così è ancora tutto fermo”.
Poco più in là, dietro una porta, si trova il cuore dell’impianto di riscaldamento, fonte di gran parte dei problemi. Su di un tavolino poggia il famoso piccolo computer, circondato da tubi enormi che, come radici gonfie d’acqua, solcano il soffitto e le pareti. Sul suo schermo azzurrognolo scorrono le mappe di ogni piano, di ogni stanza, con relativa temperatura. Una semplice interfaccia permette di programmare l’accensione del riscaldamento in ogni parte della struttura. Sembrerebbe una meraviglia della tecnologia. Di fronte a lui ci sono le due grandi caldaie che alimentano il sistema. Una delle due è non funziona, ma lui non lo sa, nessuna spia lo ha avvertito. Ma tanto, anche se lo sapesse, non sarebbe in grado di farci nulla.

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