Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 21 Novembre 2020 11:25

L’indice Rt in Valle scende a 1,14. L’obiettivo è arrivare sotto l’1

Aosta - La settimana scorsa era pari a 1,5. Il dato è merso dalla conferenza stampa della Cabina di Regia nazionale. "L’insieme delle valutazioni porta ad un rischio alto e l’epidemia si mantiene a livelli critici” ha spiegato Brusaferro, Presidente dell'Istituto superiore di Sanità, parlando dei dati nazionali.

Il Presidente dell'Istituto superiore di Sanità BrusaferroIl Presidente dell'Istituto superiore di Sanità Brusaferro

L’indice Rt della Valle d’Aosta è all’1,14 – era a 1,5 la settimana scorsa -, con una valutazione della probabilità moderata e una classificazione complessiva del rischio che resta alta.

Il dato è stato illustrato in conferenza stampa da Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, nello spiegare l’andamento dell’emergenza da Covid-19 in Italia.

Brusaferro che non si è soffermato sulle singole regioni, ma ha tracciato una panoramica dell’epidemia.

“La media italiana è di 732 nuovi casi per 100mila abitanti – ha spiegato il Presidente ISS -. Alcune regioni sono ancora eccedenti, altre si stanno muovendo sotto questa cifra. La proiezione a 30 giorni sulla saturazione dei posti letto, compresi quelli attuabili o quelli di riserve delle Regioni, dice che la completa saturazione si è un po’ allontanata grazie alla capacità espansiva sia nell’area medica, sia per le Terapie intensive”.

Situazione che sta migliorando, anche se è troppo presto per abbassare l’attenzione: “Per la prima volta in alcune regioni c’è una discesa dei flussi. I focolai sono presenti in tutte le regioni ma stanno calando – spiega ancora Brusaferro -. Per l’impatto prevale il livello alto, perché proseguono i casi di cui occuparsi in area medica e i focolai. L’insieme delle valutazioni porta ad un rischio alto e l’epidemia si mantiene a livelli critici”.

“C’è una riduzione dell’Rt rispetto alla settimana precedente – prosegue il Presidente dell’ISS -, il che suggerisce l’effetto delle misure introdotte dal 14 ottobre. Non cantiamo vittoria perché l’Rt è ancora sopra 1, i casi crescono anche se lentamente, ma l’obiettivo è tornare sotto l’1. Dobbiamo perseguire la decrescita rapida dei nuovi casi, ed è assolutamente necessario riportare l’incidenza alla soglia in cui il tracciamento sistematico sia possibile. Da qui la necessità di mantenere in atto le misure adottate, di rispettarle rigorosamente e adottarle a tutti i livelli sapendo che ci sono regioni classificate o equiparate al rischio alto da più di tre settimane”.

Richiamo all’attenzione alta – e un monito – arriva anche da Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre, ma questa è l’occasione per insistere in una condotta che sta portando i suoi risultati. L’errore di pensare che l’epidemia fosse alle spalle è già stato fatto in estate”.

L’impressione generalizzata è che si stia attraversando unplateau“, con una curva epidemiologica che si sta appiattendo: “Il quadro regionale è sempre quello – ha spiegato il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza -, con la Lombardia e la Campania, le più popolose, con il maggior numero di casi. Anche nelle regioni più piccole ci sono variazioni quotidiane, in alcune c’è una tendenza in discesa ma la situazione è stabile“.

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