Non solo progetti locali: Opera Omnia e l’atelier di sartoria in Costa d’Avorio

Opera Omnia, oltre a dare il proprio contributo per la risoluzione dei problemi sociali ed economici del territorio Valdostano ha deciso di espandere i propri orizzonti. Per questo ha avviato un progetto finalizzato a fornire un aiuto concreto agli abitanti della regione di Alépé, in Costa d’Avorio.
Opera Omnia
Società

Opera Omnia, oltre a dare il proprio contributo per la risoluzione dei problemi sociali ed economici del territorio Valdostano ha deciso di espandere i propri orizzonti. Per questo ha avviato un progetto finalizzato a fornire un aiuto concreto agli abitanti della regione di Alépé, in Costa d’Avorio. Qui sta portando avanti un atelier di sartoria per le donne intenzionate a formarsi e a lavorare nel settore. I dettagli del progetto sono stati discussi nella serata di ieri, 16 giugno 2023, quando all’Orto di Sant’Orso i volontari dell’associazione hanno organizzato un incontro di presentazione.

Opera Omnia nel Mondo

L’associazione è attiva in diversi ambiti ed attualmente sta portando avanti un progetto di formazione lavorativa e inclusione sociale in Costa d’Avorio. Come riporta Paola Bonichon, referente per l’estero di Opera Omnia: “Il progetto nasce nel giugno 2021, quando un’associazione della Costa d’Avorio ci ha contattato dicendo che avevano una famiglia da aiutare, dove un neonato aveva un idrocefalo, la madre da sola non poteva sostenere le spese delle cure mediche, oltre al fatto che in zona non erano presenti i servizi specialistici. Noi ci siamo interessati alla questione, il presidente dell’associazione locale si è dimostrato molto collaborativo e abbiamo iniziato a pagare le prime visite, ad approfondire il problema per capire come aiutarli; quindi, siamo arrivati ad una diagnosi e grazie all’associazione Kim, che lavora nell’ambito da molti anni e ha molta più esperienza di noi.”

Dopo la diagnosi, il percorso di sostegno alla famiglia ivoriana è proseguito con l’organizzazione di un viaggio per portare il neonato a Roma, in modo tale che potesse essere operato all’Ospedale Bambin Gesù:” Abbiamo pagato tutte le spese di gestione e cura per far sì che il bambino arrivasse a Roma in forze. Purtroppo, a due settimane dal viaggio il bambino è morto di malaria, non c’è stato nulla da fare.  Nonostante la tragedia, la collaborazione con l’associazione ivoriana Mutuelle Impact RURAL non si è fermata:” Abbiamo cercato di capire in che modo potessimo renderci utili. Partendo dai bisogni della popolazione locale abbiamo creato un progetto per garantire un futuro alle donne giovani che si trovano nella condizione di aver già completato una formazione da sarte senza avere la possibilità di mettere in piedi una loro impresa e per coloro che non hanno una formazione ma vorrebbero iniziarla. In questo momento siamo in fase di allestimento di questo atelier di formazione e avviamento al lavoro al quale dovrebbe partecipare anche la madre del neonato”, ha dichiarato Paola Bonichon.

La finalità del progetto non è solo quella di fare beneficenza, infatti, l’Associazione punta a fornire risposte concrete alle necessità della popolazione ivoriana: “È un progetto improntato sui bisogni locali, non è il nostro progetto europeo a calarsi in una realtà completamente diversa ma si tratta più che altro di ascoltare i loro bisogni e tarare insieme l’aiuto. Il progetto contribuirà sicuramente all’economia locale perché tutto l’allestimento viene fatto comprando i prodotti locali e gestendo la cosa direttamente dalla Costa d’Avorio. Rappresenterà anche un aiuto per disincentivare un’immigrazione forzata dovuta alla situazione culturale e sociale in cui vivono. “

Opera omnia sul territorio valdostano: il contrasto alla povertà sommersa

Grazie ad un contatto continuo e diretto con i servizi sociali e l’Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius, Opera Omnia fornisce un notevole aiuto alle persone colpite dalla povertà sommersa. Come ricorda la presidente dell’associazione Cecilia Megale, “tutto è partito con il Covid, abbiamo iniziato una collaborazione con il comune di Quart che ci ha affidato la gestione dell’emergenza. Questo ci ha fatto scoprire delle situazioni di povertà sommersa.” La povertà sommersa ha spinto l’associazione a mantenere un contatto con il territorio anche una volta finita l’emergenza Covid-19:” Ogni giorno affrontiamo tanti casi di povertà sommersa. A volte siamo riusciti ad intercettare queste situazioni grazie alle parrocchie. Soprattutto nei paesi c’è tanta diffidenza, a volte anche vergogna, quindi ci si rivolge al parroco”. Il sostegno, secondo la presidente, è anche merito dell’efficacia strutturale dell’associazione: “Noi abbiamo questa particolarità, abbiamo un consiglio direttivo efficientissimo. In pochissime ore noi riusciamo a rispondere in prima battuta ad emergenze segnalateci dal servizio sociale come le bollette non pagate, le spese urgenti, i rifornimenti di bombole di gas, legna ecc. Le istituzioni purtroppo hanno un apparato burocratico che ha dei tempi più lunghi, noi tappiamo quel buco”.

Oltre a fornire sostegno alle persone toccate dal problema della povertà sommersa, l’associazione si occupa anche di fornire ospitalità e assistenza ai rifugiati ucraini, come sottolinea la presidente di Opera Omnia: “Siamo partiti da 21 rifugiati, fortunatamente c’è stata una dislocazione, tra le case di Donnas e le case di Pollein. In questo momento stiamo seguendo un nucleo di tre persone.”

La Onlus porta avanti anche l’iniziativa Aiuole Edibili, spazi verdi in cui sono state poste piante edibili i cui frutti saranno liberamente fruibili, di cui ha parlato Tania Piras, vicepresidente di Opera Omnia: “È una sfida perché le aiuole sono state messe in un quartiere ritenuto dai più problematico. È da anni che le associazioni partner credono nel principio per cui se tu crei bellezza la bellezza ritorna. È uno sforzo sociale di educazione che mira a promuovere un atteggiamento virtuoso.”

Come contribuire da privato cittadino

Per partecipare attivamente alle iniziative di Opera Omnia ci sono diverse possibilità, come spiega la segretaria dell’associazione Caroline Bionaz:” I cittadini possono contribuire sostenendo l’associazione con delle donazioni, diventando volontari e proponendo dei progetti o anche semplicemente proponendoci delle idee, siamo fluidi e aperti al dialogo. “

Tra i progetti futuri che Opera Omnia ha in serbo figura anche una collaborazione con la Cogne Acciai Speciali, il progetto Volontari d’Acciaio, i cui dettagli sono ancora in fase di definizione.

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