Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 22 Ottobre 2019 12:59

“Occhio pigro”, dall’Usl tornano gli screening per i bambini

Aosta - Dopo l'attività dello scorso anno, per individuare per tempo l'ambliopia, tornano le attività di screening dell'Azienda, una collaborazione tra gli Assessorati alla Sanità e all'Istruzione. Le visite saranno effettuate al Beauregard, a Morgex, a Châtillon e Donnas.

La conferenza stampa sull'attività di screening per l'ambliopiaLa conferenza stampa sull'attività di screening per l'ambliopia

L’anno scorso l’iniziativa ebbe esito assolutamente positivo. Quest’anno cambia il metodo ma si spera in un nuovo successo, anche perché il tema è di importanza capitale: la prevenzione.

Ripartiranno, il calendario e gli orari sono ancora in via di definizione e verranno resi noti già la settimana prossima, le attività di screening dell’ambliopia, patologia conosciuta anche come “occhio pigro”, in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e che incrocia i passi degli Assessorati alla Sanità e all’Istruzione in un solo percorso.

Una condizione che interessa circa il 4% della popolazione mondiale e che può essere trattata con successo se intercettata nei primi anni di vita del bambino.

Da qui la collaborazione con le scuole: “I dati presentati lo scorso anno sono importanti – ha spiegato Chantal Certan, Assessora all’Istruzione e che lo scorso anno era alla guida della Sanità -, e solo quando i bambini sono piccoli si può intervenire per curare l’ambliopia in maniera efficace. È importante quindi fare uno screening a tappeto sui bambini di quel periodo, un intervento che può servire anche per l’autostima dei bambini. È un’azione di prevenzione per eccellenza, obiettivo fondamentale da mantenere”.

“L’‘occhio pigro’, volgarmente detto – le fa eco l’attuale Assessore alla Sanità Mauro Baccega – sembra all’apparenza normale nei bambini ed è difficile capire se intervenire o meno perché i piccoli vedono comunque correttamente. Ma l’intervento di correzione va fatto in fascia d’età molto giovane, tra i 5 e i 6 anni, per evitare una condizione di irreversibilità”.

Se lo scorso anno lo screening ha visto “battere a tappeto” tutte le scuole materne della Valle, da quest’anno lo scopo è un altro: dare un riferimento – e degli orari – fissi alle famiglie.

“Questo è un progetto che si inserisce nella prevenzione della cronicità – spiega invece il dottor Roberto Orsi, Direttore della Struttura complessa di Oculistica -, per intercettare problemi non più gestibili in seguito. L’anno scorso abbiamo applicato un sistema ‘porta a porta’ andando in ognuna delle 95 scuole materne della regione. Un approccio molto dispendioso per tempo e risorse umane, con il vantaggio che l’adesione è stata molto alta. Quest’anno per motivi di difficoltà legate all’organico sono state cambiate le modalità e diamo la possibilità ai genitori di portare i bambini negli ambulatori del Beauregard, ma anche in quelli distrettuali di Morgex, Châtillon e Donnas”.

Qui, di nuovo, sarà “chiave” il ruolo della scuola: “Probabilmente perderemo un po’ di adesione – chiude Orsi -, ma che cercheremo di compensare con dei richiami successivi. Questo progetto coinvolge anche pediatri di base e le scuole che avranno il compito di sensibilizzare ripetutamente i genitori nel corso dell’anno”.

Coinvolgimento fondamentale, al di là dell’’occhio pigro’ in sé: “È un’azione importante – dice invece il dottor Maurizio Castelli, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl – perché il progetto è nato per i bambini dell’anno 2015 e non solo nelle scuole, ma anche per chi non le frequenta ancora. In quest’ultimo trimestre è prevista una chiamata via lettera ai genitori che non hanno aderito allo screening e per chi non è mai stato iscritto a scuola o era assente il giorno della visita. Questo screening sull’ambliopia è fondamentale perché riesce a individuare anche altre patologie che possono essere curate da uno specialista”.

Alcuni numeri

Sui dati emersi dall’inziativa “gemella” dello corso anno si sofferma Certan: “Degli 817 bambini nati nel 2015, 627 sono stati visitati. In 190 risultavano assenti o non autorizzati dai genitori, ma bisogna capire che questo non è uno screening invasivo. Dei visitati il 10% con problematiche è stato intercettato. Forse a livello nazionale le medie sono maggiori, ma 63 bambini con problematiche visive sono stati individuati, 12 con l’ambliopia, e potranno seguire un loro percorso”.

O, per dirla con il Direttore sanitario dell’Usl Pier Eugenio Nebiolo: “La prevenzione è una delle ‘mission’ dell’Azienda sanitaria, ma anche il mettere assieme varie professionalità come in questo caso con la Prevenzione e l’Oculistica. Ambliopia significa che il bambino non si accorge di non vedere bene, e con il passare del tempo il cervello usa l’occhio più favorevole e quello ‘pigro’ lo diventa sempre più. È importante fare sapere a tutte famiglie che ci sono questi controlli”.

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