Orizzonte UE porta ad Aosta il confronto sull’Europa di domani

Il seminario promosso dall’Assessorato agli Affari europei insieme all’Università della Valle d’Aosta e a Europe Direct Vallée d’Aoste ha riunito studenti, docenti, cittadini ed esponenti delle istituzioni europee per riflettere su cittadinanza, competitività, diritto e ruolo dei territori nelle future politiche dell’Unione.
Orizzonte UE
Società

Il seminario “Orizzonte UE – Progettare l’Europa di domani: strumenti giuridici, nuove risorse economiche, strategie territoriali”, andato in scena giovedì 14 maggio all’Università della Valle d’Aosta, è stato un momento di confronto sulle grandi questioni che attendono l’Unione europea, offrendo un’analisi concreta affidata a dirigenti delle istituzioni comunitarie chiamati a ragionare su alcuni dei nodi centrali del futuro europeo: cittadinanza, risorse economiche, architettura giuridica e politica di coesione.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato agli Affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili in collaborazione con l’Ateneo valdostano e Europe Direct Vallée d’Aoste, ha richiamato una partecipazione ampia di studenti, docenti e cittadini.

Ad aprire i lavori sono stati i docenti dell’Università della Valle d’Aosta Paolo Gheda e Lorenzo Grossio, insieme al direttore generale di Finaosta, Mattia Michele Sisto, che ha proposto un approfondimento sull’economia valdostana, soffermandosi sulle prospettive di sviluppo del territorio, sulle opportunità legate all’innovazione e sul ruolo degli strumenti finanziari regionali nel quadro europeo.

Il primo tema affrontato è stato quello della cittadinanza europea e dei nuovi motori dell’integrazione. Alessandro Giordani, della Direzione generale Comunicazione della Commissione europea, ha sottolineato come i tradizionali fattori che hanno sostenuto per decenni il percorso comunitario abbiano progressivamente esaurito la loro spinta, indicando come prioritaria la ricerca di nuove forme di integrazione capaci di rafforzare il consenso dei cittadini e di rendere il progetto europeo più vicino alle comunità nazionali.

Sul versante economico, Lauro Panella, del gabinetto della commissaria europea alle Finanze Maria Luís Albuquerque, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mobilitare il risparmio privato europeo, oggi in larga parte fermo nei depositi bancari. Il tema, ha evidenziato, riguarda direttamente la capacità dell’Europa di trattenere risorse e trasformarle in investimenti per la crescita e la competitività, evitando che continuino a spostarsi verso fondi extraeuropei.

La seconda parte del seminario si è concentrata sul quadro normativo e sul rapporto tra diritto e volontà politica. Bernd Roland Killmann, del Servizio giuridico della Commissione europea, ha proposto una riflessione sul funzionamento dei trattati e sui processi politici che li accompagnano, osservando come i cambiamenti più rilevanti possano essere costruiti anche dentro il quadro attuale, a condizione che vi sia una chiara volontà politica di perseguirli.

A chiudere il confronto è stato Pierluigi Boda, del gabinetto della presidente del Comitato delle Regioni, Kata Tüttő, intervenuto sul dibattito legato alla politica di coesione e al prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Boda ha richiamato l’attenzione sulle criticità che potrebbero emergere dalla riforma proposta dalla Commissione europea, sia sul piano quantitativo sia su quello della governance, con il rischio di un ridimensionamento del ruolo dei territori nei processi decisionali e nelle politiche di sviluppo.

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