Pronta a partire la sperimentazione del progetto “Una famiglia per una famiglia”

"E' prevista la partecipazione di 8 famiglie che si faranno carico di altrettanti nuclei con disagi, affiancandole e cercando insieme di risolvere i problemi come ad esempio le difficoltà di studio dei bambini e i vari problemi di acquisto”.
Firma accordo "Una famiglia per una famiglia"
Società

Per aiutare una famiglia in difficoltà ci vuole…un’altra famiglia. E’ questo il concetto su cui si basa il progetto ideato nel 2003 dalla Fondazione Paideia, sperimentato in molte città del Nord Italia con successo e pronto a sbarcare finalmente anche in Valle d’Aosta. L’iniziativa, intitolata “Una famiglia per una famiglia”, è stata approvata lo scorso dicembre dalla Giunta regionale e oggi ha fatto un ulteriore passo in avanti verso l’effettiva attivazione con la firma dell’Accordo di programma tra i soggetti coinvolti, vale a dire la Struttura famiglia e politiche giovanili della Regione, la Fondazione Paideia stessa, la Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta e il Forum delle Associazioni familiari della Valle d’Aosta.

Il progetto mette in campo una nuova forma di affido diurno che coinvolge non i singoli minori ma l’intero nucleo familiare in difficoltà. “Inizialmente, in via sperimentale – ha spiegato la Dott.ssa Patrizia Scaglia – è prevista la partecipazione di 8 famiglie che si faranno carico di altrettanti nuclei con disagi, affiancandole e cercando insieme di risolvere i problemi come ad esempio le difficoltà di studio dei bambini e i vari problemi di acquisto”.

“L’affido familiare – ha spiegato il segretario generale della Fondazione Paideia, Fabrizio Serra – permette di intervenire in situazioni di disagio non ancora conclamato, al fine di prevenire il deteriorarsi di una situazione che potrebbe portare anche all’allontanamento del bambino”. Grazie ad uno sguardo diverso sul nucleo familiare, che sappia cogliere le risorse ancora presenti e rafforzarle, la centralità dell’intervento si sposta dal bambino alla famiglia.

“Non si tratterà però di un modello da imporre – ha concluso Serra – ma di sfruttare ed integrare ciò che già viene fatto in Valle d’Aosta: prevenzione e sinergia con la rete territoriale sono le parole chiave”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Presidente del Forum delle Associazioni familiari della Valle d’Aosta, Michela Colombarini. “E’ necessario che ciascuno metta in gioco ciò che sa fare: basta maledire la notte, ciascuno accenda la propria candela”.

La regione, come ha voluto precisare l’Assessore alla Sanità e Politiche Sociali, Antonio Fosson, interverrà con un contributo di 35mila euro per alleggerire le spese delle famiglie affidatarie. “In un momento di grande difficoltà economica – ha dichiarato Fosson – la famiglia rappresenta una risorsa fondamentale che la politica deve alimentare, perché non può andare avanti soltanto con le proprie forze”. A questi soldi si aggiungeranno quelli messi a disposizione dalla Fondazione Comunitaria (15mila euro, ndr) che come ha spiegato il Presidente Luigino Vallet, "serviranno per coprire i costi della formazione, del sostegno ai tutor e della promozione del progetto”.
 

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