Riorganizzazione della regione: dal 1° aprile 2026 dieci strutture dirigenziali in meno

Il risparmio atteso è di 536mila euro annui, che saranno destinati all'istituzione di 35 nuove posizioni di particolare responsabilità, che si aggiungono alle 18 già istituite. Prossimo step la revisione dei coordinatori.
Palazzo regionale
Società

Era il 2022 quando l’Università Bocconi indicò alla Regione un percorso di ristrutturazione della macchina amministrativa. L’anno successivo, a studio consegnato, furono posati i primi mattoni della riforma con l’introduzione delle PPR, le posizioni di particolare responsabilità: figure intermedie tra funzionari e dirigenti pensate per snellire ed efficientare l’apparato, valorizzando il middle management e, al contempo, riducendo nel tempo il numero di coordinatori e dirigenti.

A due anni dall’approvazione della legge, la nuova “Casa Regione” entra ora nella fase conclusiva. La Giunta regionale ha infatti definito, con una delibera, la nuova articolazione dell’Amministrazione regionale in vigore dal 1° aprile 2026. La riorganizzazione riguarda complessivamente 86 strutture dirigenziali e si inserisce in un più ampio percorso di razionalizzazione e modernizzazione dell’assetto organizzativo.

Nel nuovo schema la Giunta si compone di 14 strutture dirigenziali di primo livello, a cui si aggiunge il Veterinario regionale, e di 67 strutture dirigenziali di secondo livello, di cui una temporanea: la Struttura Semplificazione, supporto procedimentale e progettuale per l’attuazione del PNRR, attiva fino al 31 dicembre 2026. Restano inoltre confermate le posizioni dirigenziali previste direttamente dalla normativa regionale, alle dirette dipendenze del Presidente della Regione: Segretario generale, Capo e Vicecapo di Gabinetto, Capo e Vicecapo dell’Ufficio stampa e Avvocato dirigente. Per i Corpi regionali si confermano due strutture per ciascun Corpo (una di primo livello e una di secondo) sia per i Vigili del fuoco sia per il Corpo forestale. Per quanto riguarda invece il Consiglio regionale, l’organigramma approvato prevede quattro strutture dirigenziali, articolate in una struttura di primo livello e tre di secondo livello.

La nuova organizzazione comporta una riduzione complessiva di 10 strutture dirigenziali rispetto all’assetto attuale, cinque di primo livello e cinque di secondo. Il risparmio atteso è di 536mila euro annui, che saranno destinati all’istituzione di 35 nuove posizioni di particolare responsabilità, che si aggiungono alle 18 già istituite.

Con il nuovo assetto organizzativo approvato in Giunta, dal 1° aprile 2026 alcune strutture dirigenziali di secondo livello saranno soppresse o oggetto di una riorganizzazione con modifiche “sostanziali” di funzioni e competenze. Rientrano in questo perimetro le strutture: espropriazioni, valorizzazione del patrimonio e Casa da gioco; Amministrazione e formazione del personale e attività economali; Politiche educative; Analisi scientifiche, conservazione e progetti cofinanziati; Attrattività del territorio, internazionalizzazione e artigianato di tradizione; Ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e sviluppo industriale; Programmazione socio-sanitaria e assistenza ospedaliera; Finanziamento del servizio sanitario, investimenti e qualità nei servizi sociosanitari; Assistenza territoriale, formazione e gestione del personale sanitario; Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare; Servizi alla persona, alla famiglia e politiche abitative; Programmazione fondo sociale europeo e gestione progetti cofinanziati in materia di istruzione; Sistemi tecnologici; Sistemi informativi; Edilizia strutture scolastiche; Programmazione edilizia e logistica scolastica; Attività culturali; Attività espositive e promozione identità culturale e Tutela qualità delle acque.

Saranno invece sei le nuove strutture di secondo livello, derivanti dall’accorpamento di due strutture dirigenziali soppresse dallo scorporo di funzioni attualmente concentrate in un’unica struttura. Si tratta della struttura: Logistica ed edilizia scolastica nel Dipartimento sovrintendenza agli studi; Attività culturali, espositive e politiche identitarie nel Dipartimento soprintendenza per i beni e le attività culturali; Opere idrauliche e gestione demanio idrico e Servizio idrico integrato e autorizzazioni ambientali nel Dipartimento ambiente e territorio; Politiche del lavoro e della formazione nel Dipartimento sviluppo economico, formazione, lavoro ed energia e Politiche abitative nel Dipartimento sanità, salute e politiche sociali.

Per completare l'”opera” si attende ora l’ultimo passaggio, la revisione dei coordinatori.

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