Videosorveglianza: si allarga la rete di Aosta, in attesa dello studio su quartiere Cogne

La Giunta comunale ha previsto l'inserimento all'interno del sistema anche dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Intanto, la richiesta ad In.Va è quella di procedere con uno studio di fattibilità per individuare i punti più critici di quartiere Cogne per allargare la rete di controllo.
Videosorveglianza - foto d'archivio
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Il provvedimento era stato anticipato due settimane fa, in Consiglio comunale. Ora, la Giunta del Capoluogo ha cominciato a muovere i primi passi per l’implementazione della rete di videosorveglianza cittadina.

In aula, in risposta ad un’interrogazione firmata dai consiglieri di Rinascimento Valle d’Aosta, la Vicesindaca Josette Borre aveva spiegato che la volontà dell’Amministrazione era quella di mettere mano al progetto per avere delle telecamere non installate solamente nel perimetro di quartiere Cogne, ma che si addentrassero all’interno della zona, scegliendo alcuni punti specifici.

Giovedì 1° luglio, la Giunta ha approvato la delibera che da un lato fa un passo avanti verso chi il sistema integrato di videosorveglianza lo deve utilizzare – controllando da remoto –, collegandolo alle centrali operative delle caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, come già avviene per la Polizia di Stato e la Polizia Locale.

Il secondo passaggio, invece, verrà fatto con In.Va per una proposta tecnico-economica che preveda lo studio di fattibilità per l’ampliamento e l’efficientamento della rete comunale di videosorveglianza che includa i punti ritenuti più critici all’interno del quartiere Cogne in modo – si legge in una nota da piazza Chanoux – “da aumentare la sicurezza percepita e il benessere dei residenti anche a seguito di alcuni episodi avvenuti negli ultimi mesi all’interno del quartiere”.

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