Sport di Orlando Bonserio |

Ultima modifica: 22 Luglio 2020 16:43

Cheraz e Picco ce l’hanno fatta: quattro 4000 in quattro giorni

Courmayeur - I due amici hanno portato a termine l'impresa di 4x4000: Cervino, Monte Rosa, Gran Paradiso e Monte Bianco muovendosi solo in bici e a piedi.

Davide Cheraz e Pietro PiccoDavide Cheraz e Pietro Picco

Solo un po’ di nebbia sul Monte Bianco ha fatto tentennare Davide Cheraz e Pietro Picco, ma la determinazione e l’obiettivo così vicino sono stati più forti. I due amici – trail runner il primo, aspirante guida il secondo – hanno portato a termine la loro impresa: le quattro montagne valdostane sopra i 4000 metri conquistate in bici e a piedi in quattro giorni.

Partiti venerdì 17 da Courmayeur, Cheraz e Picco hanno dapprima raggiunto in bici Valtournenche, per poi salire a piedi in cima al Cervino (4478 metri), facendo in seguito lo stesso con Monte Rosa (4554 metri), Gran Paradiso (4061 metri) ed infine Monte Bianco (4810 metri): 400 km in bici, oltre 6500 metri di dislivello, per poi fare rientro a Courmayeur.

Davide Cheraz e Pietro Picco
Davide Cheraz e Pietro Picco

“È andata bene, benissimo”, ha raccontato Davide Cheraz. “Non fosse per il Bianco, dove ci siamo trovati nella nebbia, direi che è andato tutto alla grande. Le condizioni non erano delle migliori, abbiamo anche pensato di tornare sui nostri passi, ma grazie all’assistenza di alcuni amici siamo riusciti ad arrivare in vetta. Il Cervino era la montagna che mi preoccupava di più dal punto di vista tecnico, invece siamo saliti molto più rapidi rispetto all’ascesa fatta come test. Ci siamo sempre mossi agevolmente anche grazie a delle giornate spettacolari. Momenti di difficoltà? Non molti. Oggi Pietro ha patito un dolore al tendine sull’ultima discesa verso Courmayeur, ma è stato un duro e ha stretto i denti”.

Davide Cheraz e Pietro Picco
Davide Cheraz e Pietro Picco

Alle sue parole hanno fatto eco quelle dell’amico Pietro Picco: “Sapevamo che oggi il meteo non sarebbe stato dei migliori, ma nemmeno così proibitivo da vanificare l’ultima ascesa. È stato difficile trovare il momento giusto per partire, ma attendere e rinviare di qualche giorno si è rivelata la scelta giusta. Siamo contenti di essere riusciti a coronare questo nostro piccolo sogno. In questi giorni ci siamo sempre mossi bene, con una buona sintonia e senza prendere eccessivi rischi. Ora direi che ci siamo meritati una bella dormita”.

Il video dell’arrivo:

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