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Ultima modifica: 17 Settembre 2021 13:18

E’ Stephanie Case la nuova regina del Tor des Glaciers

Courmayeur - La canadese ha concluso questa mattina il Tor des Glaciers in 155 ore e 6 minuti, abbassando di quasi 30 ore il precedente record fatto registrare nel 2019, durante la precedente edizione, dalla sudafricana Anouk Baars.

Terza assoluta, prima donna al traguardo, la canadese Stephanie Case ha concluso questa mattina il Tor des Glaciers in 155 ore e 6 minuti, abbassando di quasi 30 ore il precedente record fatto registrare nel 2019, durante la precedente edizione, dalla sudafricana Anouk Baars (183 ore e 6 minuti). Una corsa incredibile, la sua, anche perché affrontata totalmente in solitaria. “È straordinario quello che il corpo può fare: ho gareggiato al livello degli uomini, spero con questo di aver incoraggiato altre donne a capire che possono farlo”ha  commentato a caldo.

La canadese, attivista dei diritti umani, ultra trailer di grande spessore con diverse partecipazioni all’UTMB e al Tor des Géants, condite da un magnifico secondo posto nel 2016, si è resa protagonista di un episodio quanto mai insolito, durante il percorso – per fortuna risoltosi con un sorriso e un post su Instagram – quando è stata attaccata nientemeno che da un asino.

Luca Papi e Jules Henry Gabioud insieme al traguardo

Se dieci anni fa il Tor des Géants viveva uno dei finali più clamorosi della sua storia, con la squalifica di Marco Gazzola e la vittoria conseguente di un giovane svizzero, Jules Henry Gabioud, oggi, invece, nessun colpo di scena ha stravolto un copione scritto ormai da svariati giorni. Al traguardo del Tor des Glaciers quello stesso ragazzo timido (oggi 34enne, ndr), infatti, si è presentato dopo 450km di viaggio e 32.000 metri di dislivello (coperti in 138h18′) insieme all’ormai inseparabile compagno di avventura, il varesino trapiantato in Francia, Luca Papi, già vincitore lo scorso anno.

I due, in ogni caso, almeno all’inizio si erano dati battaglia. Dopo aver tentato un allungo e aver comandato la gara per tutto il primo giorno, Gabioud è stato raggiunto in testa da Papi al rifugio Savoia, appena sotto il Colle del Nivolet, dopo un centinaio di km. E poi da lì, la coppia ha affrontato il resto del cammino insieme, senza più attaccare. Anzi, si sono fatti forza e aiutati a vicenda, portando a termine un’impresa che ha grandissimo valore per entrambi.

Gabioud diventa l’unico atleta ad aver vinto entrambe le corse – Tor des Géants e Tor des Glaciers – mentre Papi ha concesso il bis, entrando anch’egli nella leggenda, non solo per il doppio successo consecutivo, ma anche per aver percorso qualcosa come 2000km e 100.000 metri di dislivello positivo in meno di tre mesi, avendo già partecipato in precedenza la GranCanariaNonStop, la TDS e la Swiss Peaks 360.

Papi e Gabioud al traguardo – Crediti Courmayeur Mont Blanc – Giacomo Buzio

La partenza

La gara più lunga del programma della dodicesima edizione del TORX, il Tor des Glaciers, con i suoi 450 km di lunghezza e 32.000 metri di dislivello da percorrere in un tempo massimo di 190 ore, è partita da Courmayeur venerdì 10 settembre.

Una gara folle, durissima, che si snoda per gran parte lungo le Alte Vie dimenticate 3 e 4, sfiorando creste in gran parte sconosciute e lambendo gli antichi ghiacciai, lontano dalle rotte abituali degli escursionisti, da affrontare in totale autonomia.

Una gara per pochi, dunque, anzi per pochissimi. Al via, infatti, c’erano soltanto 56 persone, un numero ben lontano da quello ipotizzato ed auspicato dall’organizzazione che solo due anni fa, dopo la prima edizione, aveva deciso di raddoppiare i pettorali a disposizione, portandoli da 100 a 200.

Anche la pandemia e le strette norme anti covid hanno senz’altro svolto un ruolo decisivo nelle difficoltà a decollare del Tor des Glaciers, una competizione sulla quale Alessandra Nicoletti aveva puntato forte, definendolo a più riprese “il futuro del trail”. Al Jardin de l’Ange, la Presidente di VDA Trailers, nonché direttrice di gara, ha tradito un po’ di emozione. “Sono stati due anni complicati – ha spiegato – durante i quali abbiamo duramente lavorato per arrivare a questo giorno, per ridare a voi, che siete l’anima più autentica di questo sport, la possibilità di essere qui”.

In campo femminile, a contendersi il gradino più alto – ma anche molto solidali tra loro – le uniche tre super-woman tra gli iscritti: le italiane Marina Plavan, seconda nel 2019, Emanuela Marzotto e la forte canadese Stephanie Case, partita fortissimo (al momento è in testa e sesta generale).

Al via c’erano anche tre valdostani: Sergio Minoggio, Giorgio Macchiavello e Stefano Puiati. La gara vedrà i primi farvi ritorno a partire dalla mattinata di giovedì.

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