Dopo la convocazione di Tommaso Madaschi, il nuovo Milano Hockey Club, ingaggia un altro giocatore valdostano tra le sue fila: Edoardo Berti.
Il giovane portiere classe 2004, è cresciuto nel vivaio dell’H.C. Aosta Gladiators prima di trasferirsi giovanissimo in Svizzera, dove ha completato il proprio percorso di formazione nei settori giovanili di Lausanne HC, Morges, Ajoie e Genève-Servette HC. L’esperienza oltreconfine gli ha permesso di confrontarsi con uno dei sistemi di sviluppo più competitivi d’Europa e di ottenere la licenza svizzera. Nella stagione 2023/24 fa il suo esordio in Swiss League con la maglia del Sierre dove è restato anche nella stagione successiva ed in quella 2025/2026. In questa stagione ha disputato il campionato under 21 (23 presenze da titolare), guadagnandosi un nuovo salto in Swiss League con i Bellinzona Snakes facendo registrare una percentuale di parate del 90,8%, prima di fare ritorno all’H.C. Sierre nella fase decisiva della stagione. Al suo attivo anche due edizioni dei Mondiali di categoria con la maglia della Nazionale Under 20. Nella stagione 2026/2027 della win2day ICE Hockey League ricoprirà il ruolo di portiere insieme all’italo-canadese Jake Smith e la loro sarà la coppia con cui il nuovo club rossoblù comincerà la stagione sotto alla supervisione di un goalie coach di livello internazionale come Sakari Lindfors.
Per Berti, che aveva già trovato un accordo con il Ginevra per la prossima stagione, la proposta del Milano ha rappresentato un’opportunità difficile da rifiutare.
“Quello che mi ha convinto è stato il progetto. Credo sia una grande occasione non solo per me, ma per tutto l’hockey del Nord-Ovest avere una squadra professionistica di alto livello”.
Il portiere valdostano sottolinea anche il valore simbolico della presenza sua, di Tommaso Madaschi e Olmo Pietro Albis nel nuovo progetto rossoblù.
“Penso che avere tre ragazzi del Nord-Ovest possa dimostrare che anche qui si gioca un buon hockey. Siamo partiti tutti da casa quando avevamo 12 o 13 anni per trasferirci in Svizzera e crescere lì. Ritrovarci adesso in Italia credo possa aiutarci perché ci conosciamo bene e potremo darci una mano a vicenda”.
Fondamentale, nel suo percorso, è stata proprio l’esperienza maturata oltreconfine. “La Swiss League è un campionato molto competitivo, intenso e duro. Mi ha formato tantissimo sia come persona sia come giocatore ed è per questo che oggi mi sento pronto ad affrontare l’ICE Hockey League“.
A Milano formerà la coppia di portieri con l’italo-canadese Jake Smith, sotto la guida del goalie coach Sakari Lindfors. Una situazione che Berti vive come uno stimolo.
“La considero una grande opportunità per dimostrare il mio valore. Non ho nulla da perdere e sono sicuro di me. L’esperienza di Jake e quella di Sakari potranno aiutarmi a crescere ancora, sia dal punto di vista personale sia come portiere”.
Il legame con Aosta, però, resta fortissimo. “Devo tutto all’hockey valdostano e ai Gladiators. Ho iniziato nel 2009: al primo allenamento sul ghiaccio eravamo in cinque, tra cui Madaschi, De Luca, Perino. Quel giorno arrivai in ritardo perché ero a scuola e mi dissero semplicemente di andare in porta. Da lì non sono più uscito”.
Un ricordo che porta con sé anche oggi. “L’hockey valdostano è una piccola realtà che continua a crescere e ha bisogno di spinte verso il professionismo. Se il nostro percorso potrà essere d’esempio ai ragazzi più giovani, ne sarò davvero felice”.
Sugli obiettivi, Berti preferisce non sbilanciarsi. “A livello personale ho già qualcosa in mente, ma sono scaramantico e preferisco non dirlo. Per quanto riguarda la squadra, non ne abbiamo ancora parlato nel dettaglio, ma credo che l’obiettivo sia riportare la cultura dell’hockey a Milano e ottenere fin da subito dei buoni risultati”.
