Sport di Orlando Bonserio |

Ultima modifica: 21 Luglio 2021 9:03

Un Tor d’Antan per unire scoperta della Valle d’Aosta e inclusione

Aosta - Sei giorni sui sentieri della nostra regione, da lunedì 26 luglio, per atleti con qualunque tipo di disabilità che ammireranno paesaggi e punti d’interesse con attività all’aria aperta.

Presentazione Tor d AntanPresentazione Tor d Antan

Sei giorni sui sentieri della Valle d’Aosta a bassa quota, per scoprire le peculiarità del nostro territorio, unendo sport, turismo ed inclusione. Prenderà il via lunedì 26 luglio, fino a domenica 1° agosto, il Tor d’Antan, organizzato dall’ASD Team 3 gambe in spalla, che coinvolgerà atleti con qualunque tipo di disabilità che, oltre al godere del panorama della nostra regione, si soffermeranno in punti di interesse come castelli, cantine, zone panoramiche, ed uniranno altre attività all’aria aperta quali l’handbike, il rafting, il tiro con l’arco.

Queste le sei tappe: Sarre – Aymavilles, Saint-Marcel – Fénis, Ussel – Châtillon, Pont-Saint-Martin – Bard, Quart – Aosta, Courmayeur, in concomitanza con il Vertical Trail Courmayeur Mont Blanc. I partecipanti soggiorneranno all’Hotel des Roses di Villeneuve, spostandosi quotidianamente verso le tappe da intraprendere.

“Un Tor d’Antan, ma di grande attualità”, lo definisce il presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, “che riflette lo spirito del tempo: godersi il paesaggio ed il territorio in modo lento, perché la montagna non è correre e basta. Importantissimo è anche l’aspetto sociale, il superamento delle barriere – architettoniche e non – e la socialità”.

L’idea del Tor d’Antan è la naturale conseguenza del successo del Tor in Gamba dell’anno scorso, “una scommessa vincente per l’inclusione”, come spiega Monia Arnese, coordinatrice dell’ASD Team 3 Gambe in spalla. Se il “fratello maggiore” è un’opportunità per scoprire le belle ma faticose Alte Vie 1 e 2, “con il Tor d’Antan vogliamo dare l’opportunità a tutte le disabilità di vivere la montagna e le bellezze della Valle d’Aosta”.

Si tratterà quindi di un evento accessibile a tutti, con il percorso di ogni tappa che sarà un work in progress studiato sulla base dei partecipanti: “Giorno per giorno modelleremo le tappe sulla base degli utenti, perché ci saranno persone in carrozzina, disabili mentali, amputati. Di certo a Courmayeur concluderemo con un tracciato per non vedenti a cui potranno partecipare anche i normodotati muniti di una fascia sugli occhi, che vorremmo rimanesse sempre fruibile nel tempo”, anticipa Renato Jorioz, responsabile tecnico e della logistica.

Per Gloriana Pellissier, atleta plurivincente e testimonial dell’evento, “sarà l’occasione di dare una bella immagine della nostra regione anche fuori, abbiamo un territorio che si addice a fare ogni cosa”.

Infine Francis Désandré, atleta amputato, lancia un appello alle istituzioni: “Questo è un progetto per il futuro, lo staff ci sta vedendo lungo. Sarebbe interessante convincere la Regione a pendere spunto e studiare dei percorsi a bassa quota anche per gli anziani”.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito della manifestazione, su Facebook e su Instagram.

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