Sport di Orlando Bonserio |

Ultima modifica: 22 Giugno 2021 17:37

Sport e disabilità, il Tor in Gamba diventa agonistico

Aosta - Il Tor in Gamba si terrà dal 28 agosto al 4 settembre e sarà aperto ad amputati ed a sportivi con diverse altre tipologie di disabilità. In cantiere anche il Tor d'Antan alla scoperta di sentieri e castelli con altre attività ludico-sportive.

Tor in Gamba Arrivo PH Jeantet StefanoTor in Gamba Arrivo PH Jeantet Stefano

Dopo l’edizione zero del 2020, il Tor in Gamba fa sul serio. L’evento, che si terrà dal 28 agosto al 4 settembre – con partenza e arrivo a Courmayeur dopo 3330 km e 24 tappe sui sentieri delle Alte Vie numero 1 e 2 della Valle d’Aosta – diventa agonistico: sarà a staffetta e aperto ad amputati ed a sportivi con diverse altre tipologie di disabilità, che correranno in regime di semi-autonomia e sotto tracciatura del sistema di localizzazione Gps che ogni squadra avrà in dotazione.

“Abbiamo aperto alla partecipazione anche ad alcune categorie per normodotati che sveleremo più avanti”, spiegano dal direttivo dell’Associazione Team 3 Gambe in spalla. “Quest’anno il Tor in Gamba cambia volto anche se, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, sarà l’edizione zero della versione competitiva. Abbiamo già degli elementi di novità per il prossimo anno che potranno rendere questo evento ancora più di richiamo internazionale”.

La stessa Asd ha in programma, dal 26 luglio al 1° agosto, il Tor d’Antan: un progetto itinerante aperto alle diverse tipologie di disabilità, che consentirà ai partecipanti di scoprire i sentieri e le località più suggestive della Valle d’Aosta e al contempo, di poter praticare attività ludico-sportive parallele cimentandosi con diverse discipline, tra le quali handbike, rafting e tiro con l’arco. Tra le tappe principali del Tor d’Antan, tra sentieri e castelli, figurano Sarre, Aymavilles, Fénis, Chatillon, Pont-Saint-Martin, Bard, Quart e Aosta, mentre il gran finale è previsto il 1° agosto a Courmayeur.

“Il progetto Tor d’Antan punta a coinvolgere quanto più possibile tutti quei soggetti con diverse disabilità”, continuano dal direttivo. “Spronarli a uscire di casa, a scoprire il territorio e a vivere nuove esperienze. L’auspicio è quello che questo progetto possa crescere negli anni e coinvolgere sempre più persone”.

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