Basta un po’ di educazione di Licia Coppo |

Ultima modifica: 9 Dicembre 2020 10:58

Il diritto di contare

Aosta - Ma i ragazzi, in Italia, sono dei portatori di diritti? Me lo sono domandata spesso, in tutto questo nefasto 2020, e la risposta è mestamente negativa.

Dad, scuola, giovani

Il diritto di contare è il titolo di un meraviglioso film (magari da guardare con i vostri figli adolescenti, in queste vacanze natalizie che passeremo intimamente in famiglia) è una storia potente che parla di donne, di discriminazioni, di battaglie per i diritti.
Io mi chiedo se non sia ora di cominciare a fare analoghe lotte per i giovani, in questo nostro paese fatto di senili oligarchie. Ma i ragazzi, in Italia, sono dei portatori di diritti? Me lo sono domandata spesso, in tutto questo nefasto 2020, e la risposta è mestamente negativa.

Il 20 novembre abbiamo festeggiato la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con tutti gli adolescenti italiani a casa, e le scuole chiuse; notevole risultato!
Nel progetto che faccio a scuola con Save The Children uso la convenzione Onu, parlo ai bambini e ai ragazzi dell’articolo 12, quello che sancisce il diritto di tutti i minori di essere ascoltati e di poter partecipare alle decisioni che li riguardano.
Quanto si pratica? Sulla questione Dad e scuole chiuse avete visto in questi ultimi 40 giorni, nelle sfere governative, proporre delle tavole rotonde, dei gruppi di lavoro, dei tavoli di partecipazione in cui fossero inclusi anche i ragazzi, magari quelli dei trienni delle superiori, che insomma non sono proprio dei bimbetti e due idee di solito le hanno? Nada, nulla, tutti a casa ‘zitti e boni’ con mamma tecnologia.

Sono stata così amareggiata nell’ultimo periodo, vedendo così calpestata questa generazione di giovanissimi, che non ho più scritto nulla. Ma oggi è l’8 dicembre, partono i propositi per Natale, e soprattutto domani (alleluia, alleluia), ritornano in presenza almeno le scuole medie. E questo mi rende felice!

I nostri adolescenti invece torneranno a gennaio, a febbraio, o realisticamente a Pasqua, non si sa. Oggi che ho ripreso in mano ‘la penna’ sento di dover partire con un’ammenda, che faccio a nome di tutti quelli della mia generazione, e ne parlo qui, sul mio blog.
Riapriamo le scuole e ridiamo un pochino di socialità ai ragazzi al più presto, o in futuro pagheremo un conto caro e salato per queste scelte miopi.

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