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Ultima modifica: 20 Novembre 2019 21:05

Lettera aperta: in 323 lanciano un appello dalla scuola #piuculturamenopaura

Aosta - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta #piuculturamenopaura firmata da nutrito gruppo di cittadini del mondo dell'Istruzione che esprimono dissenso relativamente agli attacchi al mondo della scuola e all’intolleranza dilagante anche nei confronti di bambini e adolescenti.

mani immigrati

In questi ultimi giorni continuano a giungere notizie sempre più allarmanti relative ad atti di intolleranza, xenofobia e rifiuto dello straniero, in una parola razzismo, commessi ai danni del mondo della scuola e quindi verso l’anello più fragile e allo stesso tempo essenziale per la società: bambini e adolescenti.

Il mondo della scuola deve essere, ed è, la barriera necessaria contro una deriva razzista sempre più preoccupante. Per questo motivo è soggetta a molteplici attacchi o protagonista di resistenza contro l’intolleranza dilagante, come avvenuto la scorsa settimana a Genova, dove un bimbo straniero, e disabile, è stato oggetto di atti di intolleranza su un autobus. Purtroppo non possiamo ritenere che la nostra regione sia lontana da fenomeni di questo genere. Ne sono esempio le notizie di cronaca relative ad interventi in Consiglio regionale riguardo all’attivazione, in orario extrascolastico, di un corso di arabo in un’Istituzione scolastica di Aosta, presentati con l’unico fine di fomentare l’odio attraverso luoghi comuni e narrazioni che danno una visione della realtà fortemente distorta.

Per dare una corretta interpretazione a  quanto affermato in Consiglio regionale, è appena il caso di rimarcare che il MIUR nelle Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, sottolinea sia la fondamentale necessità, per l’integrazione degli alunni stranieri, di apprendere la lingua del Paese ospitante, sia la necessità di dare “visibilità alle lingue d’origine degli alunni negli spazi della scuola, valorizzare la diversità linguistica (…)” e continua affermando che le scuole possono organizzare “corsi di insegnamento delle lingue diffuse fra gli allievi (arabo, cinese, russo, giapponese…) che sono aperti agli alunni madrelingua e agli alunni italiani”. Questa impostazione del documento ministeriale risponde al principio secondo cui, si legge nelle stesse Linee, “ogni apprendimento avviene integrando nuove conoscenze e competenze a quelle che già si posseggono (e a scuola questo avviene soprattutto attraverso la lingua di scolarizzazione) e che queste sono spesso codificate in altre lingue, è indispensabile tenere conto delle lingue che costituiscono i repertori degli studenti. Queste sono, d’altra parte, la base prima, il fondamento, della formazione delle identità individuali e collettive degli apprendenti”.

In linea con quanto prevede la normativa scolastica, gli insegnanti e il mondo della SCUOLA portano avanti un lavoro difficile in cui sono in gioco la dignità e la libertà di quei bambini, adolescenti e giovani adulti, cittadini di domani.  Per questa ragione esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno agli insegnanti e alla Dirigente dell’Istituzione scolastica Lexert, nonché a tutti quegli insegnanti che ogni giorno cercano di decostruire i pregiudizi e affermare i principi di una società più giusta.

Denunciamo, pertanto, come certa classe politica manchi di una lettura cosciente del passato fatto di popoli che sono migrati e affronti, invece, con leggerezza le conseguenze delle scelte di oggi.

Invitiamo, infine tutta la comunità educante, la politica e la cittadinanza a prendere le distanze, senza esitazioni, da chi alimenta atti, comportamenti e politiche di intolleranza e di rifiuto dei migranti, in particolare, se questa serie di comportamenti è avallata e diffusa dai rappresentanti di istituzioni.

Invitiamo le Istituzioni scolastiche della Regione a diffondere le buone pratiche, le modalità di inclusione e di valorizzazione delle attività che coinvolgono alunni migranti dando buoni frutti.

Il mondo educativo non ha mai avuto e non ha paura di mostrarsi apertamente con i propri valori e la propria identità, con la propria voglia di dare vita ad una società migliore, aperta e inclusiva, in linea e in continuità con la propria storia.

Chi è contrario se ne faccia una ragione e, prima di ogni altra cosa, studi perché l’ignoranza rende schiava, chiusa e immobile la società.

 

Seguono 323 firme

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