Scuola, gli operatori di sostegno: “la sperimentazione produce discriminazione”

Pubblichiamo la lettera di un gruppo di operatori di sostegno che criticano la sperimentazione, approvata dalla giunta regionale, che prevede anche per l'A.s. 2019/2020 la possibilità di prorogare il servizio degli operatori nella scuola dell'infanzia sino al 30 giugno 2020.
scuola dell'infanzia, bambini, disegno
I lettori di Aostasera

È con rammarico che noi operatori di sostegno della Società di Servizi abbiamo appreso notizie fondamentali che ci riguardano dal vostro giornale. Per quanto concerne questo anno scolastico, noi operatori non siamo a conoscenza, così come non lo eravamo l’anno scorso, dei criteri adottati per la scelta dei ragazzi e delle istituzioni da includere nella sperimentazione decantata dall’Assessore Chantal Certan e sottolineiamo che solo alcuni di noi avranno la possibilità di prorogare il proprio contratto fino alla fine del mese di giugno.

A tal proposito è doverosa un’ulteriore  precisazione: da contratto, tutti gli operatori di sostegno sono assunti da metà settembre a metà giugno. Nei mesi estivi essi  risultano di fatto sospesi, quindi non possono percepire la disoccupazione. È facilmente intuibile che dare occasione ad alcuni operatori di lavorare oltre termine, potendo così percepire un’intera mensilità di stipendio, abbia creato malcontento tra gli operatori esclusi dalla sperimentazione. Ci chiediamo inoltre come mai la sperimentazione che l’assessora Certan desidera prorogare anche per l’anno venturo non preveda di estendere e garantire l’assistenza dell’operatore di sostegno anche agli alunni disabili impegnati negli esami di terza media e nella maturità.

Questa sperimentazione, a nostro avviso, ha comunque prodotto discriminazioni tra alunni disabili e contrasti tra educatori. Relativamente al rapporto numerico a cui Certan ha fatto cenno, gli operatori di sostegno si trovano di frequente a lavorare con un rapporto numerico più elevato che non si discosta dalla media nazionale. Un disastro in termini di qualità del servizio. Bisognerebbe prendere seriamente in considerazione  le criticità che riguardano ormai da anni la nostra figura ed il servizio. A gran voce e da tempo chiediamo che la nostra categoria, che assistei ragazzi più deboli, sia presa in considerazione in termini di dignità professionale e rispetto umano”

 

Un gruppo di operatori di sostegno

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